Il burkini ha superato nell’agenda francese guerre e terrorismo. Parola del premier Manuel Valls. Minacce da spiaggia, di una Francia con i valori al bagno.
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Terrorismo e malattia mentale? Succederà ancora
Dopo l’attacco a Londra da parte di un 19enne armato di coltello, si torna a parlare di malattia mentale e terrorismo. Tentativo di dare delle rassicurazioni? Buonismo e negazione della violenza di matrice islamica? Soltanto uno scenario prevedibile, che darà presto nuovi, nefasti, frutti.
Papa Francesco, ad Auschwitz in silenzio di fronte all’horror vacui
«Nessun maestro mi aveva avvisato che il silenzio poteva essere nefasto, malefico, che poteva condurre l’uomo a mentire a tradire, che poteva frantumare e spezzare l’uomo invece di cementarlo. Dopo le grida, i colpi e l’obbligo di restare in piedi, il silenzio. L’angoscia dilagò. Capivo che il silenzio era una tortura più raffinata, più brutale degli interrogatori». Così Elie Wiesel, scrittore ebreo di origini rumene, premio Nobel per la pace, scampato all’Olocausto e scomparso ad inizio luglio, nel suo Testamento di un poeta ebreo assassinato. Un silenzio concepito come vuoto, moderno horror vacui psicologico, filosofico, esistenziale.
I terroristi strappano i morti dai nostri ospedali. Così ci fanno paura
«Sora nostra morte corporale». Per gran parte della sua storia l’uomo ha vissuto con la morte. Un atteggiamento di familiarità, un misto di rassegnazione e fiducia. Sono trascorsi decenni, ma sembrano passati secoli, durante i quali la morte è diventata una parente sempre più lontana, scomoda e innominabile.