La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 3 gennaio 2021

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Domenica 3 gennaio 2021. Domenica dopo l’Ottava del Signore. Anno B. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Il Signore Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
(Lc 4, 14-22)

“E dissi all’uomo che stava alla soglia dell’anno:/
“Dammi un lume, perché possa camminare sicuro nell’ignoto”./
E lui rispose:/
“Incamminati nel buio mettendo la tua mano nella Mano di Dio. Sarà per te meglio di un lume e più sicuro di una strada nota”/
E così mi misi in cammino, e trovando la Mano di Dio andai sereno dentro alla notte./
Ed Egli mi guidò verso le colline e laggiù a oriente, verso il sorgere del giorno
.
(Minnie Louise Haskins)

Anche Gesù si incammina verso le colline, quelle cui si aggrappa Nazaret. Torna “dove era cresciuto”, annota Luca.

Gesù è all’inizio di un tempo nuovo, “alla soglia dell’anno”. Un “anno di grazia”, dice Isaia, un tempo favorevole. Gesù sta decidendo di venire allo scoperto anche nel suo villaggio, dopo aver iniziato il suo ministero profetico a Cafarnao, giù dalle colline. Anche per lui si apre un tempo ignoto, anche lui ha bisogno di un lume.

Immagino che anche Gesù abbia cercato il conforto di una luce che lo guidasse sul sentiero delle decisioni da prendere, per accompagnare “il sorgere del giorno”, che lui stesso era venuto ad accendere nel mondo. E che dal profondo lo raggiungesse la Parola: “Incamminati nel buio mettendo la tua mano nella Mano di Dio”… Magari nel respiro del Salmo 8: “Se dovessi camminare in una valle buia, non temerò alcun male, perché Tu sei con me”.

Nei giorni del Natale è risuonata la gioia di Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, su coloro che vivevano in terre tenebrose una luce rifulse”. Il Messia torna nelle pieghe delle colline galilee per accendere la luce del Vangelo. Lo può fare perché accoglie dal profondo di sé la Presenza che lo accende.

Siamo anche noi “alla soglia dell’anno”. Ci raggiunge la Parola. “Incamminati nel buio mettendo la tua mano nella Mano di Dio. Sarà per te meglio di un lume e più sicuro di una strada nota”. Che cosa farò della Presenza che mi è offerta?

Sul sentiero che ci attende, il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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