La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 6 gennaio 2021

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Mercoledì 6 gennaio 2021. Epifania del Signore. Anno B. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Nato il Signore Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele ». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
(Mt 2, 1-12)

Quel qualcosa che si chiama anima pare che non muoia mai, che viva sempre e cerchi sempre, sempre e ancora sempre. Quindi, invece di soccombere nel male del paese, mi sono detto: il paese e la patria sono ovunque. E quindi, invece di abbandonarmi alla disperazione, ho optato per la malinconia attiva, per quel tanto che mi consentiva l’energia, in altre parole ho preferito la malinconia che spera, che aspira e che cerca, a quell’altra che, cupa e stagnante, dispera.
(V. Van Gogh, Lettera a Theo)

In una delle sue lettere al fratello Theo, Vincent Van Gogh racconta di come affronta uno dei suoi tanti tempi grigi. “La malinconia che spera, che aspira e che cerca”. La sensazione che manca qualcosa di essenziale alla tua vitalità, e che qualcosa che ti chiama da lontano. Magari dal profondo di te stesso. E allora ti metti sulle sue tracce. La malinconia attiva: il fare qualcosa del fatto che mi manca qualcosa.

Il viaggio dei Magi ci ha fatto sognare un po’ tutti: questi sapienti di terre lontane che si metton per via, su sentieri pericolosi e impegnativi, attraversando deserti e catene montuose, per andar dietro alle sillabe del cielo. Sono un’immagine straordinaria. Al sorgere di un fuoco, per rispondere alla chiamata del cosmo, al fermo balbettio di una luce irraggiungibile, escono da un modo ripetitivo e ordinario di stare al mondo per osare l’audacia dell’avventuriero: dove arriverai? cosa scoprirai del mondo? Cosa scoprirai di te stesso?
 
L’evangelista Matteo costruisce una pagina memorabile, strutturando il contrasto tra i Magi, che rispondono alla chiamata del cielo, ed Erode e la sua corte, che se ne stanno immobili a Gerusalemme, ottusi spenti e poveri di immaginazione. La stella chiama inutilmente. Quale sortilegio è mai questo, che ci rende ottusi alla chiamata? Cos’è che ci spegne dentro?

Che cosa farò della Parola che mi chiama, dell’annuncio che mi scova nel quotidiano? Mi consegnerò alla “malinconia che spera”?

La via è aperta. Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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