La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano del 1 gennaio 2021

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Venerdì 1 gennaio 2021. Circoncisione del Signore. Anno B. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.

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In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
(Lc 2, 18-21)

Con l’età adulta ho scoperto di avere un luogo interno che non conoscevo, a cui accedo con profonda reverenza; qui posso deporre i “fatti” della mia vita (sogni compresi) e, rivolgendo ad essi una attenzione contemplativa, ascoltarne il significato. Qualcuno lo chiama “laboratorio interiore” e in effetti in esso lavoro. Dell’alchimia che vi si realizza non sono l’autore, se non in minima parte; l’opera di chiarimento e trasformazione non è diretta da me, ma io sono chiamata a collaborarvi. Così i fatti onirici, contemplati, diventano semi di maturazione e trasformazione”.
(Adriana Bonavia Giorgetti, Quando si contempla)

Nel bel libretto da cui traggo la citazione, Adriana Bonavia Giorgetti ripercorre come un sentiero di piccole esperienze di contemplazione, che han lasciato traccia nei suoi giorni. Dall’infanzia in poi, ogni stagione di vita le ha offerto le sue occasioni per varcare la soglia della superficie e scendere in profondità nel tessuto delle cose.

Arriva il tempo in cui lo sguardo meditativo diventa un compito. “Con l’età adulta ho scoperto di avere un luogo interno che non conoscevo”. Ho scoperto che accedere a un senso più profondo delle cose richiede impegno, lavoro, la frequentazione di un “laboratorio interiore”, dove si prendono i dati di fatto e gli eventi della vita e li si sottopone all’opera di “chiarimento e trasformazione”, così da diventare “semi di maturazione” personale.

È quel che Luca racconta di Maria. “Custodiva queste cose, meditandole nel suo cuore”. Ha dato alla luce un bimbo misterioso, venuto da lontano. È suo figlio, ma non solo suo. Come bisogna dire di ogni figlio, ma anche più che degli altri figli. La nascosta potenza del nome di Dio, che respira silenzioso nel respiro del bambino, rimane raccolta in una mangiatoia d’animali. La triste povertà del segno è ri-narrata con entusiasmo dalla voce di pastori e dal canto di creature di luce. Come stanno insieme i due versanti delle cose? La gloria nascosta e la povertà evidente.

“Meditare” significa, se si dà ascolto all’etimologia, “mettere a confronto due cose distanti”. Maria medita in cuor suo: povertà e gloria, come stanno insieme? Il Figlio di Dio, il Messia di Israele, e non c’è posto per lui nella comunità degli uomini?

Si apre un nuovo anno. Cosa faremo del nostro laboratorio interiore? Lasceremo che i fatti debordino dalle nostre giornate, si accumulino rocambolescamente senza tregua, o ne elaboreremo almeno qualcuno nell’intimità di un cuore impegnato?

Anche questa è una grande avventura. L’avventura di vivere davvero.

Il Signore ci accompagni.

Don Paolo Alliata

Don Paolo Alliata. Nato a Milano nel 1971, dopo la laurea in Lettere classiche all’Università degli Studi di Milano, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Attualmente è vicario della comunità pastorale Paolo VI per la parrocchia di Santa Maria Incoronata a Milano. Autore di testi teatrali sull’Antico e sul Nuovo Testamento, è responsabile dell’Ufficio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano. Fra le sue pubblicazioni, Dove Dio respira di nascosto. Tra le pagine dei grandi classici (Milano, Ponte alle Grazie, 2018) e C’era come un fuoco ardente. La forza dei sentimenti tra Vangelo e letteratura (Milano, Ponte alle Grazie, 2019). Da due anni le sue omelie sono raccolte su un canale YouTube.

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