Dignità migranti. La realethik di Leone XIV

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La frontiera esiste, non è quella che ci immaginiamo e il suo significato si misura interamente sulla sorte della dignità umana. Utopia? Puro realismo. Il viaggio spagnolo di Leone XIV rivela una delle intuizioni più originali del suo giovane pontificato: la frontiera non viene negata, ma sottoposta ad un criterio superiore. «Le barriere più difficili da abbattere non sono sempre di pietra». Perché il confine politico non può diventare il confine dell’umanità.

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Ci ascoltiamo là

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Oggi, 12 giugno, sarò ospite per Fondazione Migrantes di Silvia Giovanrosa a Radio Vaticana per condividere insieme le ultime tappe del viaggio apostolico di Leone XIV in Spagna.

Diretta dalle 10.05 (streaming). Dalle 10.30 seguiremo la visita del papa al Centro di accoglienza per persone migranti di Las Raíces, Tenerife.

Se vi va, ci ascoltiamo là.

La “guerra ignorata” nella Repubblica Democratica del Congo. Una testimonianza

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L’articolo che segue è stato scritto a fine aprile, ed esce in questi giorni sul numero di maggio della rivista “Migranti Press” della Fondazione Migrantes. Una testimonianza dalla Repubblica Democratica del Congo, anonima per gravi ragioni di sicurezza ma non meno coraggiosa, che getta nuova luce su un conflitto che ci riguarda tutti. Da allora, se possibile, la situazione nella Repubblica Democratica del Congo, e in particolare nei territori menzionati nel testo, è ulteriormente peggiorata. Il virus Ebola ha già ucciso centinaia di persone dall’inizio dell’epidemia e sta minacciando la vita di altre migliaia. Fra i più esposti ci sono i bambini. Ad una guerra ignorata si aggiunge un’epidemia ignorata, fintanto che non giungerà alla soglia delle nostre case.

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Minacce globali e paure quotidiane

paure, migranti
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Viviamo in un’epoca in cui le minacce globali – crisi ambientale, conflittualità geopolitica, emergenze sociali, trasformazioni tecnologiche – sembrerebbero avere un peso enorme sulla nostra percezione del futuro. E molto spesso è così. Eppure, paradossalmente, ciò che più condiziona le nostre emozioni e i nostri comportamenti non è l’astratta vastità dei problemi planetari, ma la concretezza delle paure quotidiane. È come se l’orizzonte del mondo fosse troppo grande per essere davvero temuto, mentre ciò che percepiamo come vicino, tangibile, immediato, diventa improvvisamente ingombrante.

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