L’articolo che segue è stato scritto a fine aprile, ed esce in questi giorni sul numero di maggio della rivista “Migranti Press” della Fondazione Migrantes. Una testimonianza dalla Repubblica Democratica del Congo, anonima per gravi ragioni di sicurezza ma non meno coraggiosa, che getta nuova luce su un conflitto che ci riguarda tutti. Da allora, se possibile, la situazione nella Repubblica Democratica del Congo, e in particolare nei territori menzionati nel testo, è ulteriormente peggiorata. Il virus Ebola ha già ucciso centinaia di persone dall’inizio dell’epidemia e sta minacciando la vita di altre migliaia. Fra i più esposti ci sono i bambini. Ad una guerra ignorata si aggiunge un’epidemia ignorata, fintanto che non giungerà alla soglia delle nostre case.
persone migranti
Minacce globali e paure quotidiane
Viviamo in un’epoca in cui le minacce globali – crisi ambientale, conflittualità geopolitica, emergenze sociali, trasformazioni tecnologiche – sembrerebbero avere un peso enorme sulla nostra percezione del futuro. E molto spesso è così. Eppure, paradossalmente, ciò che più condiziona le nostre emozioni e i nostri comportamenti non è l’astratta vastità dei problemi planetari, ma la concretezza delle paure quotidiane. È come se l’orizzonte del mondo fosse troppo grande per essere davvero temuto, mentre ciò che percepiamo come vicino, tangibile, immediato, diventa improvvisamente ingombrante.
Arte dell’uomo che grida all’uomo e a Dio
Cos’ha da dire un artista, per di più cristiano, ad un mondo in pezzi? Che i frantumi trovano compimento soltanto nel mistero dell’unità. Che sono le crepe i soli spazi da cui iniziare a comporre un mosaico.