Giuni Russo. Moro perché non moro

Giuni Russo
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Artista di sperimentazione, ma anche donna impegnata in una ricerca personale e di fede, iniziata ben prima della malattia. C’è anche questo nella vita di Giuni Russo, celebre in Italia e all’estero per successi musicali come Un’estate al mare (1982), Mediterranea (1984) e Alghero (1986), scomparsa a 53 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al cervello nella notte fra il 13 e il 14 settembre 2004.

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Barcellona, Parigi, Awali. Che senso ha la fedeltà? Di tre chiese e una stella

Stella Sagrada Familia
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Uno sguardo alla Chiesa attraverso tre chiese e una stella. Che non potrebbero essere più diverse. Dalla Spagna alla Francia, fino al Bahrein. Ma anche a noi stessi e ai tanti significati della fedeltà.

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L’arte di Giuseppe? Avere un cuore di padre

San Giuseppe, arte, vita, storia
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Giuseppe. Per Gesù ombra sulla terra del Padre Celeste, secondo lo scrittore polacco Jan Dobraczyński (L’ombra del Padre. Il romanzo di Giuseppe, 1977). Santo della buona morte. Santo che non fa rumore, neppure dopo secoli di devozioni, riflessioni e documenti. Ultimo in ordine di tempo, la lettera apostolica Patris corde voluta da papa Francesco a 150 anni dalla proclamazione di san Giuseppe patrono della Chiesa universale. La parificazione dei ruoli genitoriali in famiglia e la trasformazione – a tratti sviante – cui è andata incontro la figura paterna negli ultimi decenni contribuiscono a rendere sempre più attuale la figura di Giuseppe. Un santo da secoli interessante anche per l’arte, che di Giuseppe ha saputo cogliere tutto il fascino più e prima d’altri.

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Vergine Madre, figlia del tuo figlio. Maria, Dante e l’arte

Maria, Dante, arte
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L’8 settembre la Chiesa celebra la nascita di Maria e sei giorni dopo, il 14 settembre, la storia fa memoria della morte di Dante Alighieri. Per il Poeta tredici secoli di tradizione cristiana e per noi sette secoli di riletture convergono nell’individuare Maria come vero cardine della Commedia. È Maria a muovere Beatrice e Virgilio in soccorso di Dante e di ogni uomo che si trovi nella selva oscura; è Maria la costante dell’itinerario spirituale di Dante, che la celebra con profondità umana, poetica e teologica; è Maria che sospinge Dante alla visione dell’Amor che move il sole e l’altre stelle; è Maria, infine, che da secoli impetra agli uomini la misericordia di Dio, tanto che duro giudicio là sù frange e muove a devozione generazioni di fedeli. Accade così anche nell’arte. Che a piene mani, al pari della religiosità popolare, attinge tanto ai testi sacri quanto agli apocrifi alla ricerca di nuovi spunti per celebrare Maria in ogni luogo, dall’infima lacuna dell’universo (Par. XXXIII, 22) al ciel dell’umiltà (Vita nuova, XXXIV).

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