San Benedetto, la coppa e il corvo

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Nell’iconografia di san Benedetto, ivi compresa quella della celebre medaglia di san Benedetto, ricorrono due immagini: una coppa e un corvo. Ecco il loro significato.


San Benedetto da Norcia, immagine votiva
San Benedetto da Norcia, immagine votiva.

Leggi la prima parte: Medaglia o Croce di san Benedetto: la fede dietro l’esoterismo.

Il significato della coppa

Rispettivamente alla destra e alla sinistra di san Benedetto sono spesso ricordati due episodi significativi della sua vita, simboleggiati da una coppa con un serpente e da un corvo. Si tratta di episodi magistralmente ritratti nell’agiografia che di san Benedetto redige papa Gregorio Magno nel secondo libro dei suoi Dialoghi, interamente dedicato al santo di Norcia.

La coppa si rifà ad un tentativo di avvelenamento che vide come protagonisti Benedetto da Norcia e alcuni monaci, presso Vicovaro (Roma). Questi ultimi, vedendo «che sotto la sua direzione le cose illecite non erano assolutamente permesse e d’altra parte le inveterate abitudini non se la sentivano davvero di abbandonarle» (Gregorio Magno, Dialoghi, II, 3), decisero di sbarazzarsi di san Benedetto mediante una coppa di vino avvelenato. Quando il santo tracciò un segno di croce sopra la coppa, nell’intento di benedirla, questa si infranse, «come se al posto di una benedizione vi fosse stata scagliata una pietra» (ibidem).

Il pane e il corvo

L’immagine del corvo rimanda ad un secondo tentativo di avvelenamento, «tristo costume dei cattivi» (ibidem), ai danni di Benedetto. L’episodio narra di come il sacerdote Fiorenzo, «istigato dallo spirito maligno» e bruciante «d’invidia per i progressi virtuosi dell’uomo di Dio», (ivi, II, 8) inviò a Benedetto, nel frattempo nuovamente ritiratosi in eremitaggio, un pane avvelenato.

Venuta l’ora di mangiare ed avvedutosi dell’inganno, Benedetto comandò ad un corvo che «veniva abitualmente dalla vicina selva […] e beccava poi il pane dalle mani di lui» di raccogliere quel pane e gettarlo in un luogo dove nessun altro avrebbe potuto cibarsene. Il corvo «l’afferrò col becco, lo sollevò e volò via» (ibidem). Secondo alcune interpretazioni, l’episodio del corvo e del pane rimanderebbe ad Elia, cui i corvi «portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera» (1Re 17,6).

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Nell’immagine: San Benedetto da Norcia (particolare), in Otto Bitschnau osb., Das Leben der Heiligen Gottes, Einsiedeln, 1883.

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