«Nessun maestro mi aveva avvisato che il silenzio poteva essere nefasto, malefico, che poteva condurre l’uomo a mentire a tradire, che poteva frantumare e spezzare l’uomo invece di cementarlo. Dopo le grida, i colpi e l’obbligo di restare in piedi, il silenzio. L’angoscia dilagò. Capivo che il silenzio era una tortura più raffinata, più brutale degli interrogatori». Così Elie Wiesel, scrittore ebreo di origini rumene, premio Nobel per la pace, scampato all’Olocausto e scomparso ad inizio luglio, nel suo Testamento di un poeta ebreo assassinato. Un silenzio concepito come vuoto, moderno horror vacui psicologico, filosofico, esistenziale.
Papa
I terroristi strappano i morti dai nostri ospedali. Così ci fanno paura
«Sora nostra morte corporale». Per gran parte della sua storia l’uomo ha vissuto con la morte. Un atteggiamento di familiarità, un misto di rassegnazione e fiducia. Sono trascorsi decenni, ma sembrano passati secoli, durante i quali la morte è diventata una parente sempre più lontana, scomoda e innominabile.
Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco: tre Papi contro la cannabis
«Le legalizzazioni delle cosiddette “droghe leggere”, anche parziali, oltre ad essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse». Così si è espresso papa Francesco in occasione dell’incontro con i partecipanti alla 31sima edizione dell’International Drug Enforcement Conference, il 20 giugno 2014. Cannabis e legalizzazione. Qualcosa di leggero? Non per i cristiani.
Padre Federico Lombardi, l’ombrello del Papa. Prime e ultime volte
Lo scandalo pedofilia, «il momento più difficile e sofferto». Ma anche Vatileaks, la rinuncia di Benedetto XVI e il primo papa gesuita della storia. E la riforma dei mezzi di comunicazione vaticani. Ma qual è stata la prima volta di padre Federico Lombardi? E quale sarà l’ultima? Con in mezzo un libretto.