La Spagna – di Luis de la Fuente prima che di Pedro Sánchez – ha chiuso il mondiale nell’estate torrida dei 250 anni degli Stati Uniti. A condire di geopolitica «il più grande evento sportivo nella storia» sono stati i deliri da calura di Donald Trump, che ha scaricato gli altri partner della manifestazione – Messico e Canada, in passato già oggetto delle attenzioni neoimperialiste del presidente Usa – in favore della Cina. Applausi e fischi come panem et circenses, mentre cadono le bombe su Iran, Libano e Kuwait, Ucraina e Russia: la fotografia di quanto sia complicato, oggi come sempre, “essere uno”.
Cristianesimo
Khamenei X. I guardiani della rivoluzione e quelli della civiltà
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Se Khamenei posta più da morto che da vivo. C’è chi a Washington prova ad arruolare Dio per servire i propri interessi, e chi a Teheran punta sul cattolicesimo italiano.
Il gesuita israeliano David Neuhaus: decostruire l’uso della religione per giustificare la guerra
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Tregua: attesa, traguardo, fragilità. Vittoria e sconfitta. Premio. Respiro o illusione. L’unico sentimento a non essere fuori luogo è la speranza. Padre David Neuhaus (Gerusalemme): la sfida è decostruire l’uso dei testi della religione per promuovere guerra, violenza ed esclusione.
Cattivi modelli e falsi profeti
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Se quella di Joe Biden è la fede in crisi di molti cristiani, Donald Trump e il suo entourage sono in grado di strumentalizzare questa crisi di fede. La differenza può apparire sottile, ma è tutt’altro che priva di implicazioni.