I tre anelli di Benedetto XVI e le Ultime Conversazioni

Benedetto XVI nella Gnadenkapelle di Altötting, Cappella delle Grazie
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Uno era di famiglia e dall’11 settembre di 10 anni fa lo indossa una Madonna nera. Un altro è stato annullato e il terzo non dovrebbe neppure possederlo: sono i tre anelli ai quali Benedetto XVI è più legato. Uno dei quali è ancora al suo anulare. Tre tappe di vita che emergono anche nelle sue Ultime Conversazioni.

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Rito della Nivola in Duomo: a Milano lo spettacolo di un’antica tradizione

Rito della Nivola, Duomo di Milano
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Il “volo” dell’arcivescovo fra le volte del Duomo di Milano, un misto di fede e spettacolarità scenica: è il Rito della Nivola, che si rinnoverà anche quest’anno in Cattedrale.

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Nella Norcia dei due Benedetti, ferita dal terremoto

Monastero San Benedetto, Norcia, terremoto
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Insieme alle centinaia di esistenze distrutte, il sisma ha spezzato anche molti orizzonti di vita. Da Amatrice ad Urbino, il paesaggio e i suoi simboli hanno subito gravi danni. Come a Norcia, patria del monachesimo europeo e sede di uno dei monasteri più giovani dell’Occidente, che da anni porta avanti uno speciale mandato in seno alla Chiesa.

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Papa Francesco, ad Auschwitz in silenzio di fronte all’horror vacui

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«Nessun maestro mi aveva avvisato che il silenzio poteva essere nefasto, malefico, che poteva condurre l’uomo a mentire a tradire, che poteva frantumare e spezzare l’uomo invece di cementarlo. Dopo le grida, i colpi e l’obbligo di restare in piedi, il silenzio. L’angoscia dilagò. Capivo che il silenzio era una tortura più raffinata, più brutale degli interrogatori». Così Elie Wiesel, scrittore ebreo di origini rumene, premio Nobel per la pace, scampato all’Olocausto e scomparso ad inizio luglio, nel suo Testamento di un poeta ebreo assassinato. Un silenzio concepito come vuoto, moderno horror vacui psicologico, filosofico, esistenziale.

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