La satira dissacrante e anticristiana è da secoli espressione di una società opulenta e in crisi esistenziale. Con un primato: la più antica rappresentazione conosciuta del Crocefisso. Una testa d’asino e qualche sorpresa prima di Nicea.
Attualità e storia
Il presente con uno sguardo alla storia
Il sangue e il nulla
Dalla visita di papa Francesco alla Moschea Blu alla mischia di una nuova “guerra di civiltà”: può un Occidente incamminato sulla strada di un nichilismo stereotipato e cacofonico opporsi efficacemente all’avanzata dei totalitarismi e dei terrorismi?
Il cardinal Koch, gli uniati, il Comunismo e il Papa
Come era prevedibile, la recente intervista del cardinale Kurt Koch per la Radio Vaticana non ha mancato di essere notata – e strumentalizzata –, complice non solo l’interesse dei temi trattati, ma anche l’attualità della contrapposizione fra Russia ed Ucraina e il sempre più fitto dialogo ecumenico fra la Chiesa cattolica e una sponda della Chiesa ortodossa, quella costantinopolitana.
Nossa Senhora de Caravaggio. La Caravaggio oltre il mare

«Il santuario brasiliano di Nossa Senhora de Caravaggio, la Caravaggio di Farroupilha, nello Stato di Rio Grande do Sul, rappresenta un’affascinante storia di emigrazione, fede e avventura. Al centro la devozione mariana, capillarmente diffusa tanto nel Vecchio quanto nel Nuovo Mondo. Una “Caravaggio oltre il mare”, quell’oceano Atlantico le cui acque tanto furono solcate dai milioni di emigranti italiani. Ma Farroupilha non è che l’ultima tappa di un viaggio lungo oltre cinque secoli e che ha il suo inizio nella provincia di Bergamo».
Tratto da: Simone Varisco, Nossa Senhora de Caravaggio. La Caravaggio oltre il mare, in Rapporto Italiani nel Mondo 2014, a cura di Delfina Licata, Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, Tau Editrice, Todi (pg), 2014, pp. 163-171.
Nell’immagine: Santuario di Nossa Senhora de Caravaggio: il santuario nuovo, sulla sinistra, e la Matriz antiga, sulla destra. Farroupilha, Rio Grande do Sul, Brasile.
Foglie caduche. Quel che resta della Primavera araba
Era il dicembre 2010 quando l’Occidente acclamava alla serie di sommovimenti esplosi in vari Paesi a maggioranza islamica di area nordafricana e mediorientale. Dopo quasi quattro anni cadono le foglie su quella Primavera araba.