Si è detto e scritto moltissimo sulla lettera di Benedetto XVI in tema di abusi in Germania. Ma mai abbastanza, né tantomeno tutto. Basti pensare ad alcune espressioni: la morte, la patria, il ribrezzo. E ad una vecchia intervista.
morte
Una morte da Papa
«Siamo in buona compagnia. Io tengo sempre vicino al mio letto la fotografia che raccoglie coi loro nomi scritti sul marmo, tutti i nostri morti». A mettere nero su bianco queste parole, con una macchina da scrivere «nuova e tutta per me» è papa Giovanni XXIII, in quello che è considerato il suo testamento spirituale alla famiglia Roncalli: una lettera inviata dal Papa al fratello Zaverio il 3 dicembre 1961, ad un anno e mezzo dalla propria morte.
Attanasio, Iacovacci, Milambo. Sintesi di un mondo normale e straordinario
«Tutto il percorso è solcato da domande: sulle cause della morte, su ciò che si sarebbe potuto fare, su cosa vive una persona nel momento precedente alla morte». Scrive così papa Francesco al n. 255 dell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia. Esperienza umana eppure disumana insieme, ineluttabile eppure negata, dolorosamente eppure realisticamente moltiplicata nel nostro quotidiano dai lunghi mesi della pandemia e dalle esplosioni della cronaca.
Hart Island, non solo fosse comuni: la nostra società si prepara alla morte silenziosa dei suoi scartati
La sua storia è vecchia di quasi 160 anni, ma il grande pubblico ha scoperto l’esistenza di Hart Island soltanto in questi giorni. Un’immagine che stride con l’ostentata modernità della città più all’avanguardia degli Stati Uniti, New York. Che si sta preparando alla morte silenziosa di quanti vivono ai margini della società che la abita.