Il successore di Scola? Non sarà milanese. E Pizzaballa si tiene Gerusalemme

Card. Angelo Scola, arcivescovo di Milano
Lo leggi in 3 minuti

Stop ai “milanesi” in Lombardia: il nuovo corso di papa Francesco predilige “forestieri” alla guida delle diocesi lombarde. Sarà così anche a Milano dopo l’addio di Scola? Intanto il papabile Pizzaballa torna a Gerusalemme da amministratore, con qualche perplessità.

Leggi tuttoIl successore di Scola? Non sarà milanese. E Pizzaballa si tiene Gerusalemme

Share

Scola, ritratto di un successore e il ritorno di Bregantini

Giancarlo Bregantini
Lo leggi in 3 minuti

Mentre il card. Scola prepara il suo buen retiro a Imberido e sembra sfumare l’ipotesi Pizzaballa, si delinea la figura del futuro arcivescovo di Milano. E torna il nome di Bregantini.

Leggi tuttoScola, ritratto di un successore e il ritorno di Bregantini

Share

Quella partita con il Papa dalla quale tutti escono sconfitti

Papa Francesco
Lo leggi in 5 minuti

Settimane di scosse sismiche più o meno accentuate per la Chiesa. Le accuse di relativismo rivolte a papa Francesco e ad altri esponenti della Chiesa cattolica si sono moltiplicate negli ultimi giorni. Anche se non mancano porporati scivoloni e qualche mancanza di chiarezza, ad abbondare sono soprattutto le polemiche. Una partita pericolosa e interminabile dalla quale tutti escono sconfitti.

Leggi tuttoQuella partita con il Papa dalla quale tutti escono sconfitti

Share

Vaticano e Giordania al lavoro, fra Cristianesimo ed Expo

Padiglione Santa Sede, Expo
Lo leggi in 3 minuti

A pochi giorni dalla riapertura del sito dell’Expo di Milano, si dà il via ad un progetto per creare lavoro tra i profughi in Giordania con i fondi raccolti in Expo dalla Santa Sede, mentre il legame fra il Vaticano e lo Stato mediorientale appare sempre più saldo.

Leggi tuttoVaticano e Giordania al lavoro, fra Cristianesimo ed Expo

Share

Viganò promette lacrime. Le tante ombre del modello Disney

Mons. Dario Edoardo Viganò, riforma media vaticani
Lo leggi in 2 minuti

Se il modello della riforma della comunicazione della Chiesa è la Disney, in Vaticano voleranno gli elefanti. Un modello che mons. Viganò declina secondo «il principio fondamentale che è quello apostolico»: precisazione importante, considerando la fama della multinazionale americana in tema di religione e diritti dei lavoratori. Una riforma “a cipolla” dove la professione verrà prima dell’etica e che farà «piangere qualcuno». Parola di cineasta.

Leggi tuttoViganò promette lacrime. Le tante ombre del modello Disney

Share

Una mezza novità: la lingua tzotzil nella liturgia

Tzotzil, celebrazione.
Lo leggi in 2 minuti

Probabilmente una parte della stampa la bollerà come l’ennesima “rivoluzione” del Pontefice, ma l’autorizzazione concessa da Papa Francesco alla celebrazione di liturgia e sacramenti in tzotzil e tzeltal, le antiche lingue autoctone degli altopiani centrali del Chiapas, in Messico, si inserisce in un solco lungo secoli – quello dell’inculturazione – in gran parte amerindio e gesuita.

Discendenti dei maya, tzotzil e tzeltal sono fra i gruppi indigeni più numerosi e nei decenni si sono distinti per la fiera difesa della propria lingua tradizionale. E non solo della lingua. In un’area funestata per anni da guerre e guerriglie, è ancora “fresco” nella memoria l’allontanamento dei sacerdoti cattolici da parte di alcuni indigeni tzotzil legati ai culti pagani. Da allora una parte della popolazione pratica una commistione di ritualità pagana e Cristianesimo, sigarette, alcol e Coca-Cola.

Naturalmente questa è un’altra storia e ciò che da Roma si mira ad ottenere è soltanto una maggiore valorizzazione di quello che è considerato un importante tratto culturale delle popolazioni locali. «L’approvazione per l’uso delle formule sacramentali in tzeltal e tzotzil per il battesimo, la cresima, la messa, la confessione, l’unzione degli infermi e l’ordinazione» è arrivata in sordina, come ci si aspetta da qualcosa che non è una novità. O che lo è soltanto a metà. I nuovi testi in tzotzil e tzeltal, redatti da esperti, sono stati esaminati ed approvati dalle Congregazioni romane per il Culto Divino e la Dottrina della Fede, che ne hanno saggiato il mantenimento dell’ortodossia.

Nel frattempo un procedimento simile potrebbe presto interessare anche un’altra lingua messicana, il náhuatl. L’apripista? La Vergine di Guadalupe che, apparendo all’indio Juan Diego il 9 dicembre 1531, si rivolse a lui in questo idioma. Come a Lourdes, dove alla giovane Bernadette Soubirous la Vergine parlò nel patois guascone. Miracoli e miracoli della tutela del patrimonio linguistico.

Share