Il 17 novembre nella Tirano che andò in Australia

Tirano, Valtellina, Sondrio, emigrazione italiana Australia
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Appuntamento domani, 17 novembre, a Tirano (So), sui luoghi del mio libro “La follia del partire, la follia del restare” scritto per la Fondazione Migrantes.

Partirono infatti da Tirano – oltre che dal Canton Ticino – i pionieri dell’emigrazione italiana in Australia della metà dell’Ottocento. Una serata insieme ai loro discendenti, per raccontare le loro vite e fare memoria del loro destino in terra straniera.

L’appuntamento è alle ore 20.45 alla libreria “Il Mosaico” di Tirano (viale Italia, 29). Ingresso libero.

Nell’immagine: Tirano vista dall’eremo di Santa Perpetua.

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Vi aspetto sabato 12 novembre al Refettorio Ambrosiano

Emigranti italiani, libro storia
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Un incontro sul disagio mentale dei migranti, fra i migranti. Migranti di ieri e migranti di oggi: hanno qualcosa in comune? Spesso il dolore.

Se ne parlerà sabato 12 novembre alle ore 17.00 presso il Refettorio Ambrosiano di Milano Greco, in occasione della presentazione del mio libro La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento (Tau Editrice), scritto per la Fondazione Migrantes.

Con me Laura Arduini, psichiatra alla Casa della carità, e Francesco Chiavarini, giornalista di Scarp de’ tenis. Ingresso libero. Seguirà rinfresco con dolci preparati dai giovani migranti che hanno frequentato il corso di cucina organizzato dal Refettorio Ambrosiano.

Pagina dell’evento
Comunicato stampa Refettorio Ambrosiano
Fondazione Migrantes
L’evento su Milano Sette, inserto di Avvenire

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A Monza racconto le ferite invisibili degli emigranti italiani

Malattia mentale e migranti
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La follia del partire, la follia del restare. Locandina libro, Monza, Carrobiolo Il viaggio dei migranti non è solo geografico, ma soprattutto mentale. E sempre più spesso per i sopravvissuti i pericoli psicologici sono maggiori di quelli fisici. Succede a quanti attraversano oggi il Mediterraneo per approdare in Europa e accadeva un tempo agli italiani che attraversavano l’oceano per raggiungere l’Australia. Storie di uomini e donne dimenticati, che tra passione, lavoro e sofferenza hanno contribuito alla fortuna di un continente. Biografie inedite, ricostruite nel mio libro “La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento”, edito da Tau per la Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza Episcopale Italiana.

Ne parlerò mercoledì 26 ottobre alle ore 21.00 a Monza, nella splendida cornice della sala studio della Biblioteca del Convento del Carrobiolo dei Barnabiti (vicolo Carrobiolo, 4). Con me ci sarà Annafrancesca Ghezzi della Cooperativa “La Cordata”, coordinatrice del progetto “Case Saltatempo” per l’accoglienza diffusa e l’accompagnamento verso l’autonomia di minori stranieri non accompagnati.

Un modo per parlare di storia, l’occasione per raccontare qualcosa di nuovo, di attuale e di ampiamente sottovalutato. Ingresso libero (a lato, la locandina dell’evento).

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Bimbi nati sul letto del Papa, fattorie e musica: storie da Castel Gandolfo

Giardini di Castel Gandolfo, museo
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A Castel Gandolfo c’è chi costruì fattorie e chi dava feste con i giovani. E poi c’è il letto del papa: vi morirono due Pontefici, ci dormirono a decine e vi nacquero anche una 50ina di bambini. Intime testimonianze di storia, che gettano nuova luce sul rapporto fra i Papi e la loro storica residenza estiva.

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Marcinelle, la morte adesso. Bustaffa: «Rintocchi che dovrebbero risuonare nella coscienza»

Marcinelle, minatori
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Marcinelle, Berbenno di Valtellina, 8 agosto 2016A Marcinelle ci sono lampade che vanno tenute accese. Lampade che tengono viva la memoria di una tragedia in cui la morte venne improvvisa e lampade che illuminano le tante tragedie del presente. Lampade come quelle che in una miniera servono per segnalare i due pericoli più temuti, il buio e il grisù, in agguato dentro ai cunicoli.

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I terroristi strappano i morti dai nostri ospedali. Così ci fanno paura

Lungomare di Nizza, fiori e turisti
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«Sora nostra morte corporale». Per gran parte della sua storia l’uomo ha vissuto con la morte. Un atteggiamento di familiarità, un misto di rassegnazione e fiducia. Sono trascorsi decenni, ma sembrano passati secoli, durante i quali la morte è diventata una parente sempre più lontana, scomoda e innominabile.

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Combatto il peccato, non le vittime. Così Popiełuszko salvò le croci buttate

Jerzy Popiełuszko, beato
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Profeta politico che non parlò di politica, difensore dei lavoratori e della libertà, ma soprattutto sacerdote e martire nella Polonia comunista. È Jerzy Popiełuszko. La sua lezione di misericordia è oggi chiara e di straordinaria attualità. Un santo scomodo, ancora oggi.

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