La lunga lettera indirizzata da Francesco «al Popolo di Dio pellegrino in Cile» è di stretta attualità, eppure ha radici antiche. Che guardano a Clemente I, san Paolo e allo spirito dimenticato del Cristianesimo. Che sarebbe utile riscoprire.
Francesco
La parola d’ordine di Francesco al Sant’Uffizio: coerenza
Per il Vaticano II i sacerdoti «sono consacrati per predicare il Vangelo, essere i pastori fedeli e celebrare il culto divino». Francesco ci ha aggiunto l’essere coraggiosi, capaci di ascoltare, umili e in relazione costante con Dio, con i confratelli e con il gregge. Ma soprattutto coerenti e senza dubbio maschi. Che in tempi di gender e di incoerenza, non è poca cosa.
La berretta rossa di Konrad Krajewski viene da lontano
Quattordici nuovi cardinali, almeno un’illustre assenza della quale già si vocifera, ma ad aver attirato l’attenzione dei media è soprattutto il nome di Konrad Krajewski, 54 anni, elemosiniere di Sua Santità. Vicino ai clochard, ma noto anche per il supporto alle iniziative di svago offerte da Francesco ai poveri di Roma, su tutte quelle circensi. Che sarebbero piaciute anche a Pio XII e a Giovanni XXIII.
Francesco e la nuova lettera sulle migrazioni
Nella nuova lettera della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei, Comunità accoglienti. Uscire dalla paura, Francesco è citato otto volte, più di ogni altro pontefice precedente (Benedetto XVI è presente due volte e Giovanni Paolo II una), a conferma del legame – reale, ma ancor più percepito – fra il pontificato in corso e il tema delle migrazioni.