«I silenzi, le omissioni, il dare troppo peso al prestigio delle istituzioni conducono solo al fallimento personale e storico, e ci portano a vivere con il peso di “avere scheletri nell’armadio”, come recita il detto». Così scriveva il 10 giugno scorso papa Francesco al card. Reinhard Marx nella lettera con cui rigettava le dimissioni presentate dal porporato tedesco. Una riflessione che il Pontefice applicava alla criminale vicenda degli abusi sessuali su minori e al seguito di scandali e di gestione spesso non trasparente da parte della Chiesa.
storia
Robert Schuman. Zin: “Nella Dichiarazione un termine fino ad allora sconosciuto nei trattati internazionali”
[3/3] La casa di Robert Schuman a Scy-Chazelles, presso Metz, nel dipartimento francese della Mosella, è uno dei 29 siti insigniti con il Marchio del patrimonio europeo. Dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, delle eredità ideale e concreta lasciate dallo statista francese. In entrambi i casi, però, non un monumento da condannare all’immobilità, bensì realtà vive da coltivare e far fiorire nell’Europa del presente e del futuro.
Robert Schuman. Zin: “Trasformò la sua cella di prigione in una cella di monastero”
[2/3] Robert Schuman, personalità di spicco, eppure a suo modo schiva. Sobrietà come stile di vita e conversione del cuore. Sobria ebrezza dello spirito. La spiritualità benedettina torna più volte ad intrecciarsi alla vita di Robert Schuman, anche in modi inaspettati.
Robert Schuman. Zin: “Era consapevole di far parte di un coro in cui occorre comporre armoniosamente i diversi pareri”
[1/3] L’Europa – il mondo – si sono accorti di Robert Schuman. Una provocazione, mi sia concessa, ma colpisce davvero il repentino moltiplicarsi di approfondimenti sulla figura di Schuman in una società che troppo spesso mira ad uccidere padri e fondatori. Curiosità, forse, attorno ad un esempio di santità tanto peculiare. Ma, nondimeno, una curiosità di rilievo.