Un monaco è morto di Aids e il futuro di un peccatore

Caravaggio, Conversione di san Paolo, 1600-1601, Roma, basilica di Santa Maria del Popolo
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«Una volta ho sentito un detto bello: non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro». Così papa Francesco ai fedeli nel corso dell’udienza generale di ieri. Chissà se il Pontefice conosce la storia di Paolo, tossicodipendente, sieropositivo e monaco.

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Emigrazione e malattia mentale sbarcano in Australia: intervista

Simone M. Varisco, La follia del partire la follia del restare, libro, Fondazione Migrantes, intervista SBS Radio, Melbourne, Australia
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Segnalo l’intervista realizzatami da Maria Grazia Gismondi per Radio SBS di Melbourne, Australia, a proposito del mio nuovo libro La follia del partire, la follia del restare, scritto per la Fondazione Migrantes e edito da Tau. Si parla di emigrazione italiana, presente e passata, e dell’attualità del problema della malattia mentale connessa alle migrazioni. Uno speciale saluto va alla comunità italiana di Melbourne.

Disponibile la trascrizione dell’intervista.

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Non sono pericolosi. Sono in pericolo … quando emigrare ferisce l’anima. Intervista sul Sismografo

Emigranti italiani diretti in Australia
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Segnalo la puntuale intervista fattami da Luis Badilla Morales per il Sismografo a proposito del mio nuovo libro La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento (Tau Editrice, 96 pp., 10 euro). Si parla di emigrazione, attualità, Europa e Chiesa.

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La follia del partire, la follia del restare. Un libro sui migranti e la malattia negata

Simone M. Varisco, La follia del partire la follia del restare, libro, Tau editrice, Fondazione Migrantes, copertina
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Simone M. Varisco, La follia del partire la follia del restare, libro, Tau editrice, Fondazione Migrantes, copertinaLa follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento (Tau Editrice, 96 pp., 10 euro) è il mio nuovo libro, acquistabile in libreria e online, sul sito dell’editore e di altre librerie online, scritto per la Fondazione Migrantes, l’organismo della Conferenza Episcopale Italiana che si occupa della pastorale migratoria, con presentazione di mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, e prefazione di Delfina Licata, responsabile Studi e Ricerche della stessa Fondazione. Comunicato stampa.

Insieme analisi e cronaca, il libro combina ricerca storica e respiro sociologico e psicologico nell’affrontare il problema del disagio mentale diffuso tra i migranti, uno degli aspetti più sottovalutati nell’approccio al fenomeno migratorio e invece questione di straordinaria attualità ed urgenza. Perché ci sono gli Adam Kabobo, ma anche i due italiani che si suicidano a Londra ogni mese; i migranti che premono alle frontiere dell’Europa, ma anche i tre italiani che lasciano il nostro Paese per ogni lavoratore che vi giunge.

Le migrazioni hanno da sempre coinvolto la persona in tutta la sua complessità biologica, emotiva e spirituale. Non è un caso che, ieri come oggi, quella dei migranti sia una quota di popolazione fragile e particolarmente esposta al rischio di sviluppare disturbi mentali. Qualcosa di cui in Italia si è iniziato a discutere con ritardo e per lo più sull’onda emotiva dei tanti fatti di cronaca tragicamente esplosi e poi nuovamente dimenticati insieme al problema della malattia mentale.

Un eccesso di psicosi non più sottovalutabile all’interno di un serio confronto con un fenomeno migratorio tutt’altro che incidentale e temporaneo, che chiama ad una riflessione profonda sulle forme e sul significato del disagio psichico che ancora oggi gli immigrati possono trovarsi a vivere nelle nostre società, come accadde ai molti italiani inghiottiti dalla nostalgia, dalla follia e dal pregiudizio in terra straniera.

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Papa Francesco e il Messico a latere

Papa Francesco, Messico
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Nec rubricat nec cantat, ma ama lo spagnolo e le lingue indigene, le parole forti e i silenzi. Conferme e novità di un Pontefice toccato dal Messico.

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Ode di fine anno alla bussola, dove la Chiesa si fa prossima

Henry Ossawa Tanner, I discepoli vedono Cristo camminare sull'acqua, 1907, Des Moines (Usa), Des Moines Art Center.
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Giubileo delle Porte, ma anche delle bussole, per mantenere la rotta in vista del nuovo anno. Tre lezioni da uno degli elementi più ignorati nella chiesa.

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Sipario sull’Expo. «Non dimentichiamo la parabola del chicco di senape». Intervista a don Giuseppe Vegezzi

Bilancio sull'Expo. Intervista a don Giuseppe Vegezzi, decano di Rho
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Nella generale trasformazione delle iniziali perplessità in euforico orgoglio nazionale cui si è assistito in questi mesi, presenze come quella della Santa Sede e di altre realtà quali Caritas e Casa Don Bosco, hanno costituito elementi di chiarificazione e discontinuità rispetto al resto dell’Expo di Milano. «Sicuramente un piccolo seme in un grande marasma. È stato importante che la Chiesa sia stata presente con questi luoghi, che in un certo senso andavano un po’ contro corrente», sottolinea don Giuseppe Vegezzi, decano di Rho, territorio che ha fisicamente accolto l’Expo.

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