Cos’ha da dire un artista, per di più cristiano, ad un mondo in pezzi? Che i frantumi trovano compimento soltanto nel mistero dell’unità. Che sono le crepe i soli spazi da cui iniziare a comporre un mosaico.
intervista
Congo, ovvero come non parlare di 10 milioni di morti
Quella in Congo è una guerra dimenticata? Diciamo piuttosto una guerra ignorata, perché il silenzio è una scelta. Fra interessi internazionali e il coraggio della testimonianza.
Haiti. Quella gioia che non siamo in grado di comprendere
Ad Haiti la vita non è mai stata facile, però non è mai stata triste. Proprio come a Scampia. Intervista a mons. Graziano Borgonovo, sottosegretario del Dicastero per l’evangelizzazione.
Mario Raffaelli: pace non è esito di una buona predicazione, ma della costruzione di un contesto di dialogo. In Mozambico così come in Ucraina
Un servizio, prima ancora che una mediazione. «Manifestare interesse, vicinanza, ascolto, perché il conflitto possa trovare percorsi di pace». È questa la chiave interpretativa del proprio ruolo suggerita dal card. Matteo Maria Zuppi nella veste di inviato del Santo Padre per «allentare le tensioni nel conflitto in Ucraina». Sembra fargli eco il coordinatore del team di mediatori di cui faceva parte anche Zuppi in Mozambico all’inizio degli anni ’90, Mario Raffaelli: «Qualsiasi accordo diventa praticabile e realistico solo quando le parti in causa ritengono preferibile perseguire i propri interessi con il dialogo, anziché con la violenza». L’intervista.