Padre Lombardi: migrazioni cambiano il mondo, ma l’attenzione è alla persona

Papa Francesco in visita al Chicco e presentazione del libro alla Radio Vaticana, malattia mentale
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Papa Francesco alla comunità “Il Chicco” e i migranti alla Radio Vaticana: storie di attualità e urgenza della malattia mentale. Venerdì 13 maggio, negli stessi minuti in cui papa Francesco visitava la comunità per disabili mentali “Il Chicco” di Ciampino, «elogio dell’imperfezione» e dell’accoglienza, si svolgeva presso la Radio Vaticana la presentazione del mio libro “La follia del partire, la follia del restare” scritto per la Fondazione Migrantes. Una sovrapposizione temporale che non può passare inosservata e che conferma la salute mentale di migranti e non migranti come una urgente questione di salute pubblica. Quella dei migranti, in particolare, è una quota di popolazione fragile e particolarmente esposta a rischi fisici e psicologici.

«Con le migrazioni oggi sta cambiando il mondo». Uno sguardo privilegiato, quello di padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede e portavoce del Papa, intervenuto alla presentazione. Con il movimento dei migranti il mondo «sta prendendo forma in un modo nuovo» e i continenti mutano sotto i nostri occhi per equilibri e popolazioni. Uno sguardo globale, che però non deve perdere di vista che i grandi fenomeni migratori rimangono «movimenti di persone, non di masse impersonali, di numeri, ma di persone singole, con la loro vita, con le loro speranze, con il loro destino, con le loro sofferenze».

La prospettiva – di papa Francesco, così come quella del libro – rimane saldamente orientata alla persona, perché se è vero che sono in corso mutamenti globali, è vero anche che da parte del Papa c’è «grande attenzione alla persona, alle singole persone», ai loro volti, ai disegni dei bambini, alla loro identità, al di là degli studi quantitativi.

Sul Faro di Roma e sul Sismografo – diretto da Luis Badilla Morales, anch’egli presente all’evento di presentazione – il resoconto degli interventi.

Da parte mia, un cordiale ringraziamento a tutti i relatori e agli intervenuti.

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Roma. Presentazione del libro “La follia del partire, la follia del restare”

Simone M. Varisco, La follia del partire la follia del restare, libro, Tau editrice, Fondazione Migrantes, copertina
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Locandina presentazione libro La follia del partire la follia del restare Roma 13 maggio 2016 Radio Vaticana

Si svolgerà venerdì 13 maggio alle ore 17.00 a Roma, presso la Radio Vaticana, la presentazione del mio libro La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento. Scritto per la Fondazione Migrantes, il volume si occupa del tema inedito del disagio mentale connesso all’emigrazione italiana. Come verrà illustrato nel corso della presentazione, pur muovendo da una prospettiva storica, il libro affronta un argomento di grande attualità e urgenza.

Mi accompagneranno nella presentazione:

  • mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes
  • padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede
  • Federica Gaspari, psicologa sociale, Cooperativa sociale Parsec
  • Elisabetta Mondello, docente di letteratura e direttrice del Master in editoria, giornalismo e management culturale dell’Università La Sapienza di Roma
  • modera l’incontro: Luis Badilla Morales, direttore del Sismografo

Simone M. Varisco, La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia alla fine dell’Ottocento, Tau Editrice, collana “Testimonianze ed esperienze delle migrazioni”, Fondazione Migrantes, 2016, 94 pp.

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Domenica per l’Ucraina: a Milano una chiesa russa per gli ucraini

Chiesa di San Vito in Pasquirolo, Milano, russi e ucraini
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C’è una chiesa che sorge nel centro di Milano, stretta fra i palazzi e le nuove leggi dell’urbanistica, che un tempo era fra i simboli della città. Concessa alla Chiesa ortodossa russa, oggi è frequentata soprattutto da ucraini. Storia di una Milano che unisce.

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Emigrazione. La follia di chi parte, l’amore di chi accoglie

Emigranti italiani in attesa di imbarcarsi sulla nave "Generale Greely" diretta in Australia
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Ogni flusso migratorio ha conosciuto la follia, nelle forme del disagio psicologico, della depressione, dei disturbi somatici. Una sofferenza nascosta tanto quanto chi ne è afflitto, nella volontà o necessità di mantenersi invisibile. Se è vero che ogni storia di migrazione è storia a sé, è vero anche che ogni storia presenta degli elementi in comune, spesso tragici, il cui riproporsi attraversa sostanzialmente immutato le epoche. Effetto della fallimentarietà di molte esperienze emigratorie, la malattia psichica era allora come oggi tanto insidiosa quanto gravata dallo stigma sociale, eppure così silenziosamente diffusa, tanto e più gravemente fra coloro che lasciarono e continuano a lasciare la propria terra di origine, nella misura in cui la separazione, il viaggio e l’incognito che li accoglie all’arrivo generano negli emigrati la rottura degli equilibri di una vita, per quanto precaria.

È questo l’argomento al centro del mio nuovo saggio, La follia del partire, la follia del restare. Il disagio mentale nell’emigrazione italiana in Australia fra Otto e Novecento, pubblicato all’interno dell’edizione 2015 del Rapporto Italiani nel Mondo di Fondazione Migrantes, presentato a Roma il 6 ottobre. Storie di migrazione e speranza, ma anche di dolore e solitudine, fra le quali si intesse il filo della melancholia, il mal di vivere di una umanità tradita e spesso dimenticata. Qualcosa che non appartiene al passato, se è vero che oggi a Londra ogni mese due italiani si tolgono la vita. Un dato drammatico e per molti inaspettato, che comunque non basta a qualificare l’intero fenomeno migratorio come negativo.

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