Viviamo in un’epoca in cui le minacce globali – crisi ambientale, conflittualità geopolitica, emergenze sociali, trasformazioni tecnologiche – sembrerebbero avere un peso enorme sulla nostra percezione del futuro. E molto spesso è così. Eppure, paradossalmente, ciò che più condiziona le nostre emozioni e i nostri comportamenti non è l’astratta vastità dei problemi planetari, ma la concretezza delle paure quotidiane. È come se l’orizzonte del mondo fosse troppo grande per essere davvero temuto, mentre ciò che percepiamo come vicino, tangibile, immediato, diventa improvvisamente ingombrante.
comunicazione
Disarmare il riarmo non convenzionale. Quel legame fra dipendenza digitale e conflittualità globale
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Se la conquista statunitense della Groenlandia iniziasse da un’immagine di cattivo gusto postata su X non ci sarebbe nulla di cui stupirsi. Perché il peso delle tecnologie emergenti – e delle nuove dipendenze da queste – nelle ultime vicende geopolitiche è tutt’altro che irrisorio.
“La Parola, la Chiesa, il mondo” si prende una pausa
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Giunti al termine del ciclo triennale affidato a don Alessandro Noseda, la rubrica “La Parola, la Chiesa, il mondo” di Caffestoria.it si prende una pausa per pensarsi e ripensarsi.
Va in scena il sionismo cristiano. E non è un bello spettacolo
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Ci sono il Qoelet e Geremia. La pace eterna e l’eterna capitale. E poi il siparietto attorno alla pronuncia del nome Abraham. Va in scena il sionismo cristiano: impariamo la lezione.