Ogni flusso migratorio ha conosciuto la follia, nelle forme del disagio psicologico, della depressione, dei disturbi somatici. Una sofferenza nascosta tanto quanto chi ne è afflitto, nella volontà o necessità di mantenersi invisibile. Se è vero che ogni storia di migrazione è storia a sé, è vero anche che ogni storia presenta degli elementi in comune, spesso tragici, il cui riproporsi attraversa sostanzialmente immutato le epoche. Effetto della fallimentarietà di molte esperienze emigratorie, la malattia psichica era allora come oggi tanto insidiosa quanto gravata dallo stigma sociale, eppure così silenziosamente diffusa, tanto e più gravemente fra coloro che lasciarono e continuano a lasciare la propria terra di origine, nella misura in cui la separazione, il viaggio e l’incognito che li accoglie all’arrivo generano negli emigrati la rottura degli equilibri di una vita, per quanto precaria.
Attualità e storia
Il presente con uno sguardo alla storia
Rapporto Italiani nel Mondo 2015. Da dieci anni al passo con i migranti
Da dieci anni un appuntamento fisso con il passato e il presente delle migrazioni degli italiani. Dati, statistiche, approfondimenti, sempre con la persona al centro. È questo lo spirito del Rapporto Italiani nel Mondo, che giunge quest’anno alla sua decima edizione. Lo stesso spirito che anima la Fondazione Migrantes, organismo pastorale della CEI, che ne cura la pubblicazione. Un’opera a più mani, alla cui stesura hanno partecipato 53 autori, dall’Italia e dall’estero, fra i quali chi scrive. Cinquanta saggi, che spaziano dai dati statistici alla riflessione, dalla prospettiva storica alla contemporaneità del fenomeno migratorio italiano.
La correttezza di quel “Crocifisso comunista” così reale
Ha destato curiosità e scalpore a livello internazionale il Crocifisso donato dal presidente boliviano Evo Morales a papa Francesco, in occasione della visita di cortesia di due giorni fa. Al di là delle successive precisazioni, le possibilità di una corretta interpretazione della raffigurazione, tanto teologiche quanto storiche, sono molteplici.
Gerusalemme. Gli anglicani che vollero convertire gli ebrei
Era il 21 gennaio 1849 quando veniva consacrata a Gerusalemme Christ Church, primo edificio di culto protestante nel cuore della Terrasanta. Oggi per alcuni esempio di ecumenismo, per altri di sincretismo, questa chiesa nacque con una missione: convertire gli ebrei al Cristianesimo.