Spesso chi parla di droghe e di legalizzazione della cannabis lo fa «senza cognizione di causa. È una proposta scellerata, che avrà costi sociali elevatissimi. Anche Borsellino era contrario». Non ha dubbi Roberto Mineo, presidente del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi (CeIS) di Roma, da 47 anni sul fronte delle dipendenze e visitato anche da papa Francesco per i “Venerdì della Misericordia”, lo scorso 26 febbraio. Parlando con Mineo, quello che emerge è uno scenario desolante, nel quale persone del mondo dello spettacolo, della giustizia, talvolta della medicina, amplificano il disegno di legge in discussione senza conoscerne interamente le implicazioni.
Attualità e storia
Il presente con uno sguardo alla storia
Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco: tre Papi contro la cannabis
«Le legalizzazioni delle cosiddette “droghe leggere”, anche parziali, oltre ad essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse». Così si è espresso papa Francesco in occasione dell’incontro con i partecipanti alla 31sima edizione dell’International Drug Enforcement Conference, il 20 giugno 2014. Cannabis e legalizzazione. Qualcosa di leggero? Non per i cristiani.
Combatto il peccato, non le vittime. Così Popiełuszko salvò le croci buttate
Profeta politico che non parlò di politica, difensore dei lavoratori e della libertà, ma soprattutto sacerdote e martire nella Polonia comunista. È Jerzy Popiełuszko. La sua lezione di misericordia è oggi chiara e di straordinaria attualità. Un santo scomodo, ancora oggi.
La Cracovia di Wojtyła. Nowa Huta, la città senza Dio salvata dalla croce
Sono gli anni ’50 quando in Polonia nasce Nowa Huta. Simbolo del Socialismo, la città ha case, ospedali, scuole. Ma non una chiesa. Ne nascerà una battaglia per la croce con protagonista anche Karol Wojtyła.