All’opposto di quanto accade nel bel mondo di Basile e Perrault, ci siamo svegliati da una favola per tornare alla realtà. Tre anni di propaganda spesi a convincerci che una guerra sporca e complessa fin da principio fosse giusta e semplice, finiti tra i rovi di un castello incantato ridotto in macerie. Ultimo atto della politica plurifallimentare dell’amministrazione Biden e primo di quella, solo diversamente deludente, di Donald Trump.
Volodymyr Zelens’kyj
In memoria del G7. Di Guitti e di Giullari
Ci sono l’evidente familiarità con il brasiliano Lula da Silva e l’entusiasmo esibito dall’argentino Javier Milei dopo i pesanti insulti rivolti al papa. Ma anche la freddezza di Francesco di fronte alle strategie di gestione dei flussi migratori di Rishi Sunak. E poi c’è la macchina del consenso: che gode della visibilità offerta dalla presenza del pontefice. Con esiti a volte tragicomici.
Disinformazione gemella. La guerra “ibrida” di Russia, Ucraina e Nato all’opinione pubblica. Intervista a Marco Lombardi
In Ucraina è guerra, anche di nervi. Narrativa e contro-narrativa. Lo spasmodico bisogno di avere un nemico nel mirino, per non correre il rischio di fermarsi a riflettere. Siamo in guerra, Italia compresa: almeno a giudicare dai gravi costi umani, sociali ed economici che pagheranno solo i più fragili, su ambo i fronti.
Una storia vecchia, eppure una guerra nuova. «Da anni parliamo di guerra ibrida, nella quale la dimensione comunicativa è al centro del conflitto. Stupisce il fatto che sia stata gestita con questo estremo protagonismo da parte di Zelensky». Perché la verità, quella al singolare, non appartiene ad alcuna guerra. Vi abbondano, piuttosto, “le verità”, che la verità non sono. «L’Ucraina sintetizza gli ultimi dieci anni di guerre». Il rischio? «Che questi combattimenti non finiscano mai. È quanto accade già in alcuni Paesi».
In Ucraina è guerra contro l’uomo. «L’immensa complessità di ciò che sta attorno». Intervista a Riccardo Petrella
La guerra in corso in Ucraina è una violenza inaccettabile. Si può dire il frutto di quasi un secolo di responsabilità incrociate, diffidenze reciproche, impegni disattesi e differenti interpretazioni delle relazioni internazionali. Eppure, per molti versi, è anche la conseguenza di un pensiero sorprendentemente comune ai due schieramenti: la guerra contro l’uomo. Fra aspirazioni imperiali, pace imposta con le armi e un mondo che sta cambiando. È «l’immensa complessità di ciò che sta attorno alla guerra in Ucraina e la difficoltà di trovare una soluzione».