Sono le k’alebi, le donne, la vera anima della Georgia. Le dedebi, le madri instancabili che sostengono la famiglia e piangono di nascosto. E le beboebi, le nonne, nella loro malinconica dignità, che accompagnano le note del panduri nelle canzoni popolari. È sempre stato così in Georgia, come in buona parte dell’Europa, dell’Asia e, in fondo, del mondo intero. Anche nella fede. A poco più di un centinaio di chilometri ad est di Tbilisi, non distante dal confine con l’Azerbaigian, si trova uno dei simboli religiosi più importanti della Georgia, il Monastero di Santa Nino di Bodbe. Insieme alle reliquie della santa, custodisce una delle storie più affascinanti della Cristianità d’Oriente. Un misto di evangelizzazione e Divina Commedia, tutta al femminile.
Europa
Europa, la rotta balcanica. Dove le armi hanno più diritti dei migranti
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Muri ai migranti, aerei e navi alle armi: è la guerra dell’Europa in Medio Oriente. Alimentata dalla rotta balcanica, ricca di miliardi di euro e povera di dignità.
Gli Stati Uniti ci riprovano. Al-Nusra cambia nome e la guerra per procura
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Il sostegno al Fronte al-Nuṣra, il denaro a ribelli che decapitano bambini, il commercio delle armi: è la nostra guerra in Siria. Una guerra per procura, sempre più sporca. Senza volontà di pace e senza vergogna.
Marcinelle, la morte adesso. Bustaffa: «Rintocchi che dovrebbero risuonare nella coscienza»
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A Marcinelle ci sono lampade che vanno tenute accese. Lampade che tengono viva la memoria di una tragedia in cui la morte venne improvvisa e lampade che illuminano le tante tragedie del presente. Lampade come quelle che in una miniera servono per segnalare i due pericoli più temuti, il buio e il grisù, in agguato dentro ai cunicoli.