«Verità, verosimile, post-verità». Nel suo ultimo appuntamento da arcivescovo di Milano con i giornalisti in occasione della memoria di san Francesco di Sales, il card. Angelo Scola sceglie di affrontare un controverso tema d’attualità. Curiosa anche la coincidenza con la festa di san Tommaso, apostolo per eccellenza della realtà fattuale. Ad accompagnare il Cardinale un ensemble tutto targato Rai, con Daria Bignardi, direttrice di Rai Tre, Carlo Verdelli, direttore dimissionario dell’informazione Rai, e Massimo Bernardini, autore e conduttore di “TvTalk”. A fare da cornice ancora una volta l’Istituto dei ciechi di via Vivaio, particolarmente adatto al tema di quest’anno. Ben più grave della cecità fisica è infatti la cecità di fronte alla verità, specialmente nell’informazione. «Sta a vedere che la post-verità ricorderà a tutti noi che esiste la verità – scherza il card. Scola, che si confessa non a proprio agio con la tecnologia – in un tempo che sembra averla dimenticata».
Angelo Scola
Don Daniele Gianotti a Crema: tutto come da programma. Anche a Milano
Resa nota in queste ore la nomina di don Daniele Gianotti a vescovo di Crema. Una scelta in “stile Francesco”, che dice qualcosa anche sul futuro successore di Scola a Milano.
Carlo Acutis, si chiude il processo diocesano di canonizzazione. Internet avrà un altro patrono?
Si chiuderà domani, giovedì 24 novembre, a Milano, alla presenza del card. Angelo Scola, il processo diocesano di canonizzazione del giovane Carlo Acutis, in corso dal 2013 e promosso dalla Diocesi di Milano. L’iter proseguirà presso la Santa Sede.
Angelo Scola e il nuovo arcivescovo di Milano: pastore o partita a Risiko?
Al via le consultazioni e, come il pubblico delle grandi occasioni, vaticanisti e semplici commentatori sono con il fiato sospeso per la nomina del successore di Angelo Scola alla guida della diocesi di Milano. Sarà qualcuno in linea con l’attuale arcivescovo o – come sembra più probabile, visti i rapporti non certo idilliaci tra Francesco e Scola – molto diverso? L’importante è che tutto non si riduca ad una partita di Risiko. O peggio, ad un gioco della politica.