La Sacra Cintola custodita nel duomo di Prato è da secoli al centro della devozione, ma anche di accese opposizioni e di rivolte popolari e ancora oggi simbolo della contrapposizione di due interpretazioni della religione.
Giordania e Santa Sede. Expo di carità, panettoni e turismo
Si moltiplicano anche negli ultimi giorni dell’Expo le iniziative della Santa Sede in favore dei profughi in Giordania. A loro verranno presto devoluti i 100 mila euro raccolti in questi mesi, ai quali si aggiungerà il ricavato della distribuzione di panettoni natalizi prevista per domani. Mentre l’ente per il turismo giordano guarda a papa Francesco.
Sipario sull’Expo. «Non dimentichiamo la parabola del chicco di senape». Intervista a don Giuseppe Vegezzi
Nella generale trasformazione delle iniziali perplessità in euforico orgoglio nazionale cui si è assistito in questi mesi, presenze come quella della Santa Sede e di altre realtà quali Caritas e Casa Don Bosco, hanno costituito elementi di chiarificazione e discontinuità rispetto al resto dell’Expo di Milano. «Sicuramente un piccolo seme in un grande marasma. È stato importante che la Chiesa sia stata presente con questi luoghi, che in un certo senso andavano un po’ contro corrente», sottolinea don Giuseppe Vegezzi, decano di Rho, territorio che ha fisicamente accolto l’Expo.
Emigrazione. La follia di chi parte, l’amore di chi accoglie
Ogni flusso migratorio ha conosciuto la follia, nelle forme del disagio psicologico, della depressione, dei disturbi somatici. Una sofferenza nascosta tanto quanto chi ne è afflitto, nella volontà o necessità di mantenersi invisibile. Se è vero che ogni storia di migrazione è storia a sé, è vero anche che ogni storia presenta degli elementi in comune, spesso tragici, il cui riproporsi attraversa sostanzialmente immutato le epoche. Effetto della fallimentarietà di molte esperienze emigratorie, la malattia psichica era allora come oggi tanto insidiosa quanto gravata dallo stigma sociale, eppure così silenziosamente diffusa, tanto e più gravemente fra coloro che lasciarono e continuano a lasciare la propria terra di origine, nella misura in cui la separazione, il viaggio e l’incognito che li accoglie all’arrivo generano negli emigrati la rottura degli equilibri di una vita, per quanto precaria.