Lat. benedicĕre, comp. di bene e dicĕre, propr. “dir bene” e nel lat. eccles. (come traduz. del gr. εὐλογέω) “benedire”. Certamente il significato – e il senso – della benedizione si estendono ben al di là dei confini etimologici. In quanto sacramentale, la benedizione ha una “certa imitazione” dei sacramenti. Nel sentire comune, la benedizione è un’invocazione della grazia divina su qualcuno o su qualcosa, un’invocazione di protezione e di bene. Per altri, invece, è tutta un’altra cosa.
Simone M. Varisco
La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano della Veglia di Pasqua 3 aprile 2021
Veglia di Pasqua 3 aprile 2021. Anno B. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Paolo Alliata.
Da Lazzaro alla croce. Le radici della Pasqua nell’arte
Devozione, celebrazione della bellezza, trasmissione di un messaggio, esaltazione del talento, dimostrazione del potere e della ricchezza dei committenti: sono innumerevoli le chiavi di lettura dell’arte sacra. Tanto più quando essa attinge al Natale o alla Settimana Santa, momenti cardine da cui trae senso la fede cristiana e culmine della religiosità, anche popolare. Testi sacri, simboli e riletture personali degli artisti si mescolano in dosi differenti in ogni opera, dando vita ad esiti e a composizioni nuovi.
Il Papa non sa
So una cosa sola, di non saper nulla. Un detto tra i più celebri della storia, attribuito a Socrate, ma che potrebbe ben essere fatto proprio da papa Francesco, se giudicasse sé stesso alla luce di quanto di lui riporta certa informazione, non soltanto online.