C’è chi manifesta in piazza Duomo a Milano e chi si nasconde nelle foreste dello Zimbabwe. O dietro la fede. Il fronte dei no-vax ha i suoi personaggi, le sue contraddizioni e le sue tante, troppe storture. Ma anche un urgente bisogno di ascolto.
Simone M. Varisco
Papa Francesco. Viaggio alle fratture del mondo
Già 65 viaggi apostolici, 34 all’estero e 31 in Italia, e altri all’orizzonte, fra cui Cipro e Grecia. Fra le molte ragioni, il desiderio di farsi prossimo alle fratture del nostro tempo – del mondo, qualche volta della Chiesa: dai cambiamenti climatici alle catastrofi ambientali, dalle disuguaglianze crescenti al gelo demografico, fino alla crisi sanitaria e sociale.
Dal green pass al clima. L’irresistibile tentazione di evocare l’Olocausto
Il green pass come la stella gialla e il cambiamento climatico come l’Olocausto. Di fronte alle questioni del nostro tempo, non si contano i riferimenti al dolore imposto agli ebrei, e non solo, dal nazifascismo. Evocati a sproposito, ma – sembra – anche una tentazione irresistibile, persino per i più avveduti.
L’arte di Giuseppe? Avere un cuore di padre
Giuseppe. Per Gesù ombra sulla terra del Padre Celeste, secondo lo scrittore polacco Jan Dobraczyński (L’ombra del Padre. Il romanzo di Giuseppe, 1977). Santo della buona morte. Santo che non fa rumore, neppure dopo secoli di devozioni, riflessioni e documenti. Ultimo in ordine di tempo, la lettera apostolica Patris corde voluta da papa Francesco a 150 anni dalla proclamazione di san Giuseppe patrono della Chiesa universale. La parificazione dei ruoli genitoriali in famiglia e la trasformazione – a tratti sviante – cui è andata incontro la figura paterna negli ultimi decenni contribuiscono a rendere sempre più attuale la figura di Giuseppe. Un santo da secoli interessante anche per l’arte, che di Giuseppe ha saputo cogliere tutto il fascino più e prima d’altri.