Artistico passaggio di testimone nel Padiglione Expo della Santa Sede: il 28 luglio l’Ultima cena del Tintoretto cederà il passo ad un arazzo con soggetto di Rubens. Una nuova epoca di evangelizzazione per immagini, ancora oggi in grado di interrogare e istruire l’osservatore.
Milano
L’inculturazione ai tempi dell’Expo. Intervista a p. Fabrizio Bazzoni, L.C.
Una chiesa aperta di notte e una Messa alle 23.30 per favorire la partecipazione di giovani e turisti. È l’inculturazione versione Navigli, nel cuore della movida milanese. «Un’iniziativa della “piccola comunità” per la “grande comunità” che è la Chiesa universale e, ancora più in là, per ogni persona cristiana e non», spiega p. Fabrizio Bazzoni L.C., classe 1979, sacerdote dell’oratorio e principale incaricato della celebrazione notturna presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio. «Sabato scorso una coppia di spagnoli mi diceva che non avevano mai visto una chiesa aperta di sera».
Dentro Expo. La tecnologia e l’altare: l’umanità al tavolo
L’antidoto all’indifferenza è l’umanità radunata attorno ad una tavola. Anche multimediale. Simbolismo e tecnica di uno dei veicoli del messaggio della Santa Sede ad Expo Milano 2015. Con l’altare al centro.
Chiesa, Expo e arte: Pio IX e l’arte di esporsi
L’ultima cena del Tintoretto e L’istituzione dell’Eucarestia di Rubens: il “fattore arte” non è una novità nei padiglioni Expo della Santa Sede. Con precedenti illustri – e discussi – attraverso la mediazione e la cassa di risonanza dell’arte, la Chiesa attraversò periodi storici ad essa non favorevoli. Se alla metà dell’Ottocento, infatti, la Santa Sede sceglieva ancora di puntare su scienza e la tecnica, pochi anni dopo lo scenario sarebbe profondamente mutato.