Nella generale trasformazione delle iniziali perplessità in euforico orgoglio nazionale cui si è assistito in questi mesi, presenze come quella della Santa Sede e di altre realtà quali Caritas e Casa Don Bosco, hanno costituito elementi di chiarificazione e discontinuità rispetto al resto dell’Expo di Milano. «Sicuramente un piccolo seme in un grande marasma. È stato importante che la Chiesa sia stata presente con questi luoghi, che in un certo senso andavano un po’ contro corrente», sottolinea don Giuseppe Vegezzi, decano di Rho, territorio che ha fisicamente accolto l’Expo.
Expo Milano 2015
La Santa Sede e l’Expo. La Creazione va in tavola
Il tavolo interattivo nel padiglione Expo della Santa Sede si arricchisce di una nuova animazione: la Creazione, resa in una maniera fortemente evocativa e simbolica. Un “black out” che dà senso a tutte le tavole dell’umanità.
Rubens, l’Istituzione dell’Eucaristia e gli interrogativi sul presente
Artistico passaggio di testimone nel Padiglione Expo della Santa Sede: il 28 luglio l’Ultima cena del Tintoretto cederà il passo ad un arazzo con soggetto di Rubens. Una nuova epoca di evangelizzazione per immagini, ancora oggi in grado di interrogare e istruire l’osservatore.
L’inculturazione ai tempi dell’Expo. Intervista a p. Fabrizio Bazzoni, L.C.
Una chiesa aperta di notte e una Messa alle 23.30 per favorire la partecipazione di giovani e turisti. È l’inculturazione versione Navigli, nel cuore della movida milanese. «Un’iniziativa della “piccola comunità” per la “grande comunità” che è la Chiesa universale e, ancora più in là, per ogni persona cristiana e non», spiega p. Fabrizio Bazzoni L.C., classe 1979, sacerdote dell’oratorio e principale incaricato della celebrazione notturna presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio. «Sabato scorso una coppia di spagnoli mi diceva che non avevano mai visto una chiesa aperta di sera».