Negli ultimi giorni una doppia distanza separa la Roma di Francesco dalla Germania del card. Reinhard Marx: quella fra il Papa e un altro Marx, il filosofo del Comunismo. Se Treviri deve essere, meglio, allora, sant’Ambrogio.
Benedetto XVI
Quando a chiedere perdono è Francesco e non il Papa
«Sono stato parte del problema. Sono stato la causa di ciò e chiedo perdono». In poco più di cinque anni di pontificato, non si contano le volte in cui Francesco ha chiesto perdono, dalle violenze della Chiesa all’ultima pagina del caso Barros. Una lezione imparata dai predecessori, ma con un’importante novità.
Benedetto XVI. Ciò che non potrei portare da solo
C’è una citazione nella nuova esortazione apostolica di Francesco, Gaudete et exultate, che sembra tracciare un arco fra l’inizio e la fine del pontificato di Benedetto XVI. Si tratta della prima citazione non biblica, alla nota n. 1, tratta dall’omelia per il solenne inizio del ministero petrino di Ratzinger, il 24 aprile 2005. «Siamo circondati, condotti e guidati dagli amici di Dio», disse allora Benedetto XVI e ricorda oggi Francesco. «Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta».
La Verità è sfuggita alla tomba
In questi ultimi giorni, che saremmo tentati di archiviare troppo in fretta, le liturgie e la cronaca hanno messo in evidenza tutto il potere della verità, ma anche la forza di ciò che le si oppone: la menzogna. Altro che fake news.