A Milano, dici San Siro e dici stadio. In questo storico quartiere, però, c’è di più. Come una chiesa medievale “tagliata”, un tempo occupata da criminali di guerra e oggi fatta rivivere da una congregazione di suore missionarie.
Giovanni Paolo I, l’argentino
Il prossimo 26 agosto ricorrerà il 39° anniversario dell’elezione a papa di Albino Luciani. Del filo rosso che unisce i pontificati di Giovanni Paolo I e Francesco si è detto e scritto in abbondanza: l’accento posto sulla misericordia di Dio, gli intenti riformisti, l’attenzione al fenomeno migratorio (l’immigrazione oggi, l’emigrazione al tempo di Luciani) e quel senso dell’umorismo che fece del predecessore di Wojtyła il “Papa del sorriso”. C’è però un aspetto ancora non del tutto esplorato: i legami intessuti da Giovanni Paolo I con l’Argentina ancora prima di diventare pontefice.
Milano fra binari, storia e devozione. San Tomaso in Terramara: il piede di Cristo e il prete sepolto /8
Percorrere la centrale via Broletto a bordo di uno dei numerosi tram che la collegano a piazza Cordusio permette di cogliere qualcosa della vecchia Milano, con le sue vie strette e i palazzi dai colori calcarei. Forse anche per questo è facile che passi inosservata una chiesa di per sé piuttosto anonima, perfettamente incastonata nel panorama della via, salvo per il pronao in stile neoclassico: San Tomaso in Terramara. Terra di morte e, si dice, di preti sepolti vivi. Ma anche delle impronte dei piedi di Cristo.
Milano fra binari, storia e devozione. San Fedele, Manzoni e le ballerine /7
La chiesa di San Fedele, nel centro di Milano, nasconde tesori artistici, tradizioni dimenticate e polemiche mai sopite. Frequentata da Alessandro Manzoni e dalle ballerine della Scala, merita una scoperta. E qualche “sacrificio” contemporaneo.
Famiglia e lavoro: la vera eredità sociale e spirituale di Tettamanzi
In una città in perenne movimento come Milano per farsi amare – anche dai cristiani – serve una certa dose di praticità. Fra sociale, politica ed imprenditoria, un’eredità di Tettamanzi che più di “aperture” e “rivoluzioni” dice di un’anticipazione del pontificato di Francesco.