«Sono stato parte del problema. Sono stato la causa di ciò e chiedo perdono». In poco più di cinque anni di pontificato, non si contano le volte in cui Francesco ha chiesto perdono, dalle violenze della Chiesa all’ultima pagina del caso Barros. Una lezione imparata dai predecessori, ma con un’importante novità.
Simone M. Varisco
Impronte e scie. Per i 50 anni della Migrantes mons. Galantino, Perego e Di Tora
Un altro lungo viaggio si avvia a conclusione, o meglio verso un nuovo inizio. Si tratta del mio ultimo lavoro di ricerca, che verrà presentato a Roma il prossimo 11 maggio. E non poteva che essere un viaggio, se l’occasione che si celebra sono i 30 anni della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana, e gli oltre 50 dell’Ufficio centrale per l’emigrazione italiana (UCEI) che l’ha preceduta.
Dalle esortazioni ai tweet, la vocazione alla gioia di Francesco
Il sacerdozio secondo Francesco? È gioia, ricevuta e donata. La stessa delle esortazioni apostoliche del Pontefice. Che raccontano la gioia della buona notizia, contro la disinformazione e il “bullismo spirituale”.
Francesco, l’antieroe
Una cosa è certa: se con ogni probabilità non vedremo mai papa Francesco con indosso la mozzetta rossa della tradizione pontificia, tanto meno lo vedremo con un mantello, soprattutto da supereroe. Perché la santità è un’altra cosa, nel quotidiano così come nell’ammissione dei propri errori.