Papa Francesco e la Disney. Ma sarebbe più corretto dire la Santa Sede e la Disney: una fascinazione vecchia di anni, che si rinnova con qualche scelta. E il rischio di alcune ombre.
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Fa più male la congettura che il ginocchio. E menomale che il Papa non ha fissato un viaggio in Ucraina
Meglio la gonartrosi della congettura, verrebbe da dire. Mesi di polemiche e insinuazioni zoppicano, ora, su un dolore al ginocchio. E peggio sarebbe stato se Francesco avesse messo in programma un viaggio in Ucraina.
Ipocrisia e malafede regnano sovrane, fra vittime e conflitti dimenticati. Intervista al reporter Giovanni Porzio, in Ucraina
In Ucraina la Russia ha portato la guerra. Sangue e morte. Ma come la stiamo raccontando, questa guerra? «Chi si pone delle domande viene subito visto con sospetto, quando non è bollato come provocatore o negazionista». Con poteri e lobby internazionali cui è già riuscito di strumentalizzare l’onda di umanità generata dal conflitto per incassare, più che una corsa alla pacificazione, una corsa agli armamenti. «Le bombe “intelligenti” di Abele hanno ucciso migliaia di civili in Iraq e in Libia». Cosa accomuna tutte le guerre? «La loro stupidità. E il tornaconto dell’industria delle armi». Un vecchio copione, sempre in scena. «Oggi è rimasto solo il Papa a ricordare che nel mondo ci sono guerre di cui nessuno ha voglia di parlare». Critico nei confronti di «un’informazione costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza più “consumare le suole delle scarpe”, senza incontrare persone per cercare storie o verificare de visu certe situazioni» (Messaggio per la 55ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali).
Disinformazione gemella. La guerra “ibrida” di Russia, Ucraina e Nato all’opinione pubblica. Intervista a Marco Lombardi
In Ucraina è guerra, anche di nervi. Narrativa e contro-narrativa. Lo spasmodico bisogno di avere un nemico nel mirino, per non correre il rischio di fermarsi a riflettere. Siamo in guerra, Italia compresa: almeno a giudicare dai gravi costi umani, sociali ed economici che pagheranno solo i più fragili, su ambo i fronti.
Una storia vecchia, eppure una guerra nuova. «Da anni parliamo di guerra ibrida, nella quale la dimensione comunicativa è al centro del conflitto. Stupisce il fatto che sia stata gestita con questo estremo protagonismo da parte di Zelensky». Perché la verità, quella al singolare, non appartiene ad alcuna guerra. Vi abbondano, piuttosto, “le verità”, che la verità non sono. «L’Ucraina sintetizza gli ultimi dieci anni di guerre». Il rischio? «Che questi combattimenti non finiscano mai. È quanto accade già in alcuni Paesi».
Papa Francesco “il comunista” e quel dubium del Sant’Uffizio (e di Giovanni XXIII)
Liturgicamente, il colore sarebbe il bianco. Ma la cronaca degli ultimi giorni sembra rievocare, una volta di più, il rosso. Non quello dei cardinali, già di per sé non privo di grane. Ma addirittura un rosso “comunista”. Segno che la questione ideologica costruita attorno al Papa, per alcuni, non sia ancora conclusa sono le parole di Francesco pronunciate nell’omelia della Domenica della Misericordia.