Ha preso solennemente il via il Giubileo nella Diocesi di Milano, con l’apertura oggi della Porta Santa del Duomo e delle altre Porte Sante della Diocesi. Dopo l’invito dell’Arcivescovo, card. Angelo Scola, a benedire e lodare Dio e la lettura dell’inizio della bolla di indizione dell’Anno Santo della misericordia, la cerimonia dell’apertura della Porta Santa è proseguita sul sagrato della cattedrale, con un momento di preghiera che ha visto la partecipazione, a fianco dell’Arcivescovo, di vescovi ausiliari, presbiteri e diaconi, di una rappresentanza dei fedeli delle sette zone pastorali della Diocesi: una suora, due consacrati, famiglie, disabili, detenuti in regime di semilibertà e alcuni membri delle comunità di origine straniera residenti in città.
Scorte d’arte
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La Porta Santa, Pio XII e la guerra alle porte
La Porta Santa della basilica di San Pietro ricorda Pio XII e gli orrori della seconda guerra mondiale. La sua apertura, il prossimo 8 dicembre, segnerà l’inizio ufficiale del Giubileo.
Una guerra mondiale a pezzi che fa a pezzi il mondo. Più volte papa Francesco è tornato sul tema di una «terza guerra mondiale ma a pezzi» da quel volo di ritorno dalla Corea, il 18 agosto dello scorso anno, fra le espressioni più note ed efficaci del suo pontificato. Una guerra che «si combatte a pezzetti, a capitoli», i cui frutti nefasti sono sotto gli occhi di tutti. Anche uno dei simboli del Giubileo, la Porta Santa della basilica romana di San Pietro, ricorda gli orrori della guerra. Una Porta Santa con una memoria da tramandare: quella di un conflitto che devastò l’Europa e il mondo.
Giubileo: un logo fra storia, Natale e misericordia
Variante di una delle immagini più antiche del Cristianesimo quella scelta per rappresentare il Giubileo. Fra storia, Natale e misericordia. Con tre occhi, è il caso di dire, alla tradizione orientale.
La tenerezza che cambiò l’arte e il mondo. L’icona, Bisanzio e la Madre di Dio
La tenerezza è riuscita a farsi strada anche in una delle espressioni teologiche, artistiche e culturali tradizionalmente più codificate come è l’icona della tradizione orientale. Con ciò, uno dei fenomeni spirituali ed artistici che meno tendeva a manifestare i sentimenti giunse a produrre opere di intenso slancio emotivo.