Un discorso, quello di Papa Francesco nella Mall of Asia Arena di Manila di fronte a 20mila persone, che potrebbe essere ricordato come il suo discorso africano. Molte, infatti, le tematiche affrontate dal Pontefice con piglio caro anche a quella parte di clero cattolico africano che sempre più sta avendo un ruolo chiave nel confronto della Chiesa con le sfide del mondo attuale, prime fra tutte quelle sulla famiglia.
Ecclesia
La Chiesa nella fede, nella tradizione e nella storia.
Nigeria. La Chiesa ferita, la Chiesa viva
Nella Nigeria che sanguina e brucia c’è una Chiesa viva e al passo con le sfide del nostro tempo, sempre più importante per l’oggi e il domani della Chiesa universale. Con una passione per la liturgia.
Corea del Nord. L’altro film
Da giorni il mondo segue con trepidazione la vicenda di The Interview, il film del quale la Sony ha rinviato l’uscita nelle sale in seguito alle minacce di un gruppo di pirati informatici nordcoreani ai quali sarebbe risultata sgradita la morte cinematografica del dittatore Kim Yong-un. Meno avvincente appare invece la realtà dei 300mila cristiani scomparsi nel Paese in oltre 60 anni di persecuzioni o dei 200mila ancora oggi internati nei campi di lavoro del regime.
Papa Francesco, un gesuita nelle Indie dell’Occidente
Sin dalle prime parole pronunciate la sera di quel 13 marzo dello scorso anno il mondo si è interrogato, esaltato, talvolta stupito dello stile comunicativo di papa Francesco. Semplice personalità latina? Rivoluzionario? Di rottura? Macché. Comunque lo si giudichi, uno stile antico almeno di 500 anni. Soltanto nella direzione opposta, verso le Indie del nostro tempo. Tutte da evangelizzare.