Tre contesti diversi, tre motivazioni differenti. Eppure tre lettere di vescovi che dicono qualcosa delle difficoltà che la Chiesa – nei suoi singoli membri e nel suo complesso – è chiamata ad affrontare in questo tempo.
Simone M. Varisco
La crisi di Marx è la crisi della Chiesa in Germania. Fra Pasqua di Resurrezione e Nietzsche
«Fallimento istituzionale e sistemico» e Chiesa giunta «ad un punto morto». Sono questi, fra gli altri, i cardini dell’avvio della riflessione offerta dal card. Reinhardt Marx, dimissionario arcivescovo di Monaco e Frisinga ed ex presidente della Conferenza episcopale tedesca. Che aprono domande e tradiscono una crisi profonda, anche personale.
Dalle “ideologie” di papa Francesco al perché Benedetto XVI è rimasto nella Chiesa
«Se ascoltiamo lo Spirito, non ci concentreremo su conservatori e progressisti, tradizionalisti e innovatori, destra e sinistra: se i criteri sono questi, vuol dire che nella Chiesa si dimentica lo Spirito». Tutto è cominciato così. Anzi no. Siamo, tutt’al più, ad una nuova elaborazione – schietta – di un tema caro da decenni a Bergoglio, e da otto anni a papa Francesco. Con un’insolita – e significativa – ricorrenza nelle ultime settimane.
Coscienze lunghe un’istantanea
Un’altra fotografia. Due bimbi morti a Gaza restituiti ai propri genitori su una povera barella. Una «foto shock», è stata detta, in obbedienza al recente refrain linguistico. E forse è giusto così, perché non sopravvivrà abbastanza nella nostra memoria per definirla scioccante per esteso. La propone a tutta prima pagina, senza sconti, L’Osservatore Romano. «Un pugno sullo stomaco». Un urlo di denuncia. E forse anche questo vuol dire qualcosa.