Di genocidio si è tornati a parlare in vista del viaggio apostolico di papa Francesco in Armenia. C’è il genocidio degli armeni, riconosciuto dalla Germania, negato dalla Turchia e che ha provocato le inaudite scuse del vicario del Patriarcato armeno a Istanbul. Ma anche l’eccidio dimenticato di Khojaly, nella guerra fra Armenia e Azerbaigian. Un’insidia che attende il Papa in autunno.
islam
La strage di Orlando e l’impossibile uguaglianza delle religioni
«Purtroppo è la religione, inclusa la nostra, che prende di mira, per lo più verbalmente, e spesso genera anche disprezzo per le persone gay, lesbiche e transgender». Così il vescovo di Tampa, a commento della strage di Orlando. Cosa accade? È il nuovo volto dell’indifferentismo.
Quella partita con il Papa dalla quale tutti escono sconfitti
Settimane di scosse sismiche più o meno accentuate per la Chiesa. Le accuse di relativismo rivolte a papa Francesco e ad altri esponenti della Chiesa cattolica si sono moltiplicate negli ultimi giorni. Anche se non mancano porporati scivoloni e qualche mancanza di chiarezza, ad abbondare sono soprattutto le polemiche. Una partita pericolosa e interminabile dalla quale tutti escono sconfitti.
Imam al-Tayyib dal Papa. Con qualche ombra
Grande imam di al-Azhar, considerato un sunnita moderato, oppositore dei Fratelli mussulmani e dell’Isis, ma anche nemico del sionismo, al-Tayyib attaccò più volte Benedetto XVI – non solo dopo Ratisbona – e auspicò la crocifissione dei terroristi.
Salutata come un’occasione di distensione dopo le frizioni degli scorsi anni, l’ottimismo mediatico sorto attorno all’incontro previsto per oggi fra papa Francesco e il Grande imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyib, non deve però far dimenticare le tante ombre ancora presenti attorno alla figura del religioso.