Era il 7 agosto dello scorso anno quando Karakosh, nel nord dell’Iraq, cadeva nelle mani dell’Isis. Ad oltre cinque mesi dall’invasione, di quest’isola cristiana senza alberghi restano la memoria e le chiese spogliate, trasformate in camere di tortura.
guerra
Foglie caduche. Quel che resta della Primavera araba
Era il dicembre 2010 quando l’Occidente acclamava alla serie di sommovimenti esplosi in vari Paesi a maggioranza islamica di area nordafricana e mediorientale. Dopo quasi quattro anni cadono le foglie su quella Primavera araba.
Tikrit, Chiesa Verde, Arbaeen Wali. La memoria pezzo per pezzo
La notizia di nuove ferite aperte nel tessuto culturale iracheno è rimbalzata ieri sui mezzi di comunicazione internazionali, insieme alle immagini delle rovine della cosiddetta Chiesa Verde e della moschea di Arbaeen Wali, nei pressi di Tikrit, fra i principali siti storico-religiosi del Paese e dell’intero Medio Oriente.
Isis fra propaganda e storia

L’immagine, emersa nelle scorse settimane fra i contenuti delle reti social e ripresa in differenti versioni anche dal Daily Mail e da ABC e NBC, ha fatto un po’ in sordina il giro del mondo, complice anche l’innegabile impatto visivo. Arabo-centrica e raffigurante i territori chiave del mondo islamico, la cartina geografica attribuita all’Isis reca evidenziati i territori che si vorrebbero in futuro parte del nuovo Califfato islamico.
Sebbene la cartina appaia viziata dall’eccesso tipico di ogni propaganda – affatto estraneo anche a quella occidentale – e sia più realisticamente attribuibile al sottobosco sociale e culturale dei sostenitori del Califfato piuttosto che ad organi ufficiali, la mappa offre comunque interessanti spunti di riflessione sulle attese e le aspirazioni di parte di quel mondo islamico che si identifica con la realtà dell’Isis. Difficile, nonostante l’aiuto di bonarie e non sempre accurate traduzioni dall’arabo, andare al di là del mero ammasso quantitativo e forse anche per questo la cartina, a fronte di una vasta circolazione nella Rete, ha avuto una ridotta esposizione sui principali media generalisti, dalla televisione alla carta stampata.