Si può contribuire a cambiare la storia anche con un regalo. Bene lo ha dimostrato Paolo VI: prima donando la propria tiara ai poveri nel 1964, dopo una celebrazione con il patriarca di Antiochia dei Melchiti, Massimo IV Saigh, fra i protagonisti del Vaticano II; in seguito imponendo la propria stola sulle spalle del patriarca di Venezia, Albino Luciani, nel 1972, in seguito suo successore; e, fra i due momenti, privandosi anche di un anello.
Simone M. Varisco
Tapia Velasco: «Tante omelie sono un disastro, ma il cuore dell’omelia non si potrà mai delegare ad una intelligenza artificiale»
Barzellette (scopiazzate) su predicatori e perdono. Chat che danno l’illusione di “parlare” con i santi. Robot che aiutano i cattolici impossibilitati a recarsi in chiesa. E poi le omelie. L’intelligenza artificiale ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella religione. E noi oltre la soglia ridicolo.
Benedetto XVI, il panzerkardinal che vide la femminilità in ogni uomo. Una lettera dimenticata
Abitiamo il tempo dell’abuso, che è anche violenta testimonianza di uno sguardo malato verso le donne. Potere, denaro, sesso, misoginia, un clericalismo deviato: sono soltanto alcune delle radici di comportamenti odiosi. Sarebbe facile – e in certa misura consolante – attribuire ogni colpa agli uomini: la verità, però, è che un certo tipo di misoginia appartiene anche all’universo non maschile, anche a quello assuefatto a pensarsi più progressista.
Quel che resta di una zattera
Sofferenza e speranza. Tutta l’esperienza delle migrazioni è racchiusa fra questi due estremi. Difficile comprendere, anche con se stessi, se le cose più care sono quelle che ci si è lasciati alle spalle oppure l’essenziale che si stringe a sé nel viaggio. Talvolta, quando si sente che la propria vita sta andando in pezzi, rimane solo una zattera a cui aggrapparsi. Una fragile barriera fra il cielo e l’acqua, fra la vita e la morte.