Cenerentole delle finanze statali, terreno di scontro sul piano internazionale. Sembra essere questo il triste destino di storia, cultura e bellezza, simboli di animi che si scaldano rapidamente. Mentre all’Unesco, accusato di politiche contro Israele e tornato nelle ultime ore al centro di una bufera in sordina, si prova a voltare pagina. Anche con una nuova direttrice ebrea.
Stati Uniti
Uragano in Texas e la storia vera delle suore di Galveston
L’uragano Harvey che nei giorni scorsi ha colpito gli Stati Uniti con il suo carico di distruzione ha riproposto la triste conta delle vittime e quella, infinitamente meno importante, dei danni materiali. La memoria insegna, però, che ciò che rimane di ogni disastro non sono fantomatici record (di morti, di dollari andati in fumo, di polemiche), ma le storie. Come quella delle Suore della Carità di Galveston, in Texas.
Lo strano destino della Santa Sede, fra Stati Uniti, Polonia e Venezuela
Padiglione caldo, il numero 403. Ad Astana il caso – ammesso che esista – ha giocato un tiro alla Santa Sede, vicina di casa degli Usa in uno dei momenti di maggior distanza in tema di ambiente (e non solo). Ma anche con gli altri vicini, per tutt’altre ragioni, i motivi di attrito non mancano.
Il destino dei cattolici asiatici, sempre all’ombra di una guerra nucleare
È bene dirlo subito: la guerra nucleare non è più vicina oggi di quanto non lo fosse ieri, nonostante il celodurismo trumpiano che si nutre di bombe madri e calcoli di gradimento post-elettorale. Dopo anni di simili celebrazioni, non fa notizia neppure l’ennesimo lancio missilistico in onore di nonno Kim Il-sung, che quest’anno pare si sia trasformato in uno spettacolo pirotecnico più sciocco del solito già poco oltre la rampa di lancio. Un’eredità, quella del “Presidente eterno”, che di perpetuo ha lasciato soltanto sgraziate marce a passo d’oca e assurdi battimani. Si sarebbe tentati di ridurre la vicenda ad una sfida fra scapigliature della politica internazionale, se non fosse per i miliardi di dollari che potrebbero essere destinati a ben più utili scopi da ambo le parti e per le migliaia di vite umane che sarebbero cancellate in un premere di bottoni. Cattolici compresi, che in Asia sembrano vivere il triste destino di trovarsi sempre all’ombra di una guerra nucleare.
Pasqua di luce. Quelle croci sui grattacieli di New York
Tre enormi croci, composte dalla finestre illuminate dei principali grattacieli del distretto finanziario di New York. È lo scenario, a mezza strada fra devozione e spettacolo, offerto in occasione della Pasqua del 1956. Alcuni, a ragione, si chiedono se oggi sarebbe ancora possibile.