Con Luis Badilla – da amici appassionati, e non da teologi – si sta riflettendo in questi giorni di buoni sacerdoti e cattivi pastori, fra teologia e pratica del mondo. Per scoprire che queste ultime sono, in fondo, la medesima cosa.
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Teologia ed emotività: quando dietro al sacerdote indegno c’è Cristo
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È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. Un ritratto magistrale del nostro tempo, di dolore, ma anche di speranza. Nel quale la storia ci può venire in aiuto.
La parola d’ordine di Francesco al Sant’Uffizio: coerenza
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Per il Vaticano II i sacerdoti «sono consacrati per predicare il Vangelo, essere i pastori fedeli e celebrare il culto divino». Francesco ci ha aggiunto l’essere coraggiosi, capaci di ascoltare, umili e in relazione costante con Dio, con i confratelli e con il gregge. Ma soprattutto coerenti e senza dubbio maschi. Che in tempi di gender e di incoerenza, non è poca cosa.