L’Esodo dei selfie. Intelligenza artificiale, arte o pastorale?

Esodo, selfie, Mosè, Bibbia, intelligenza artificiale
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C’è chi ha affidato i testi sacri all’arte, provando a rappresentarne la profonda simbologia, come gli artisti del medioevo. Chi ne ha sottolineato la spettacolarità scenica, come John Martin e William Turner e, decenni dopo, il cinema dei colossal. Chi, ancora, vi ha scorto un’attualità drammatica e laica, come Chagall.

Quel che è certo, è che l’Esodo del popolo ebraico dall’Egitto rimane uno degli episodi più affascinanti della Bibbia, in grado di sopravvivere fino all’epoca delle intelligenze artificiali. Naturalmente, contaminato da quello che oggi è uno dei tratti più utilizzati nella narrazione: il selfie.

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Tapia Velasco: «Tante omelie sono un disastro, ma il cuore dell’omelia non si potrà mai delegare ad una intelligenza artificiale»

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Barzellette (scopiazzate) su predicatori e perdono. Chat che danno l’illusione di “parlare” con i santi. Robot che aiutano i cattolici impossibilitati a recarsi in chiesa. E poi le omelie. L’intelligenza artificiale ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella religione. E noi oltre la soglia ridicolo.

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Perché Dio mi odia? Solitudine artificiale

Perché Dio mi odia
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La funzione di completamento automatico offerta da Google può aprire uno scorcio su una realtà del nostro tempo. Provare per credere. È sufficiente digitare “Perché Dio” nella casella di ricerca del celebre sito web per far sì che il più utilizzato fra i motori di ricerca suggerisca differenti prosecuzioni possibili fra le più richieste dai naviganti.

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Avvenire, WikiChiesa: Le immagini in bianco e nero segnano la storia della Chiesa

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[da: Guido Mocellin, WikiChiesa – Avvenire del 15 luglio 2022]

Ha già compiuto 9 anni il blog aperiodico “Caffestoria”, ma li porta bene. Il suo autore è Simone Varisco, 39 anni, storico e scrittore (nonché curatore del “Rapporto immigrazione” della Fondazione Migrantes): presenta il blog come «l’ennesimo incontro tra storia e comunicazione digitale» della sua vita. Da quando è nato, “Caffestoria” ha pubblicato «più di 700 articoli e 300 fotografie» e oggi conta «diverse migliaia» di lettori e lettrici, grazie anche alle varie rubriche settimanali. Tra le quali segnalo “ChiesaVintage” (), già “VaticanoVintage”. Esce ogni sabato, dal 2016, su Instagram e Twitter; l’autore ci dice che è «un modo per ripercorrere la storia della Chiesa attraverso alcuni dei suoi protagonisti più noti, dei fotografi più celebrati, ma soprattutto dei suoi tanti volti sconosciuti».

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