Parsi: «Riformare l’Onu? Il rischio è di perderlo del tutto. La leadership delle democrazie occidentali non è più incontestata»

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A quasi 80 anni dalla nascita dell’Onu «ricostruire qualcosa del genere sarebbe impossibile», spiega Vittorio Emanuele Parsi. E se il Consiglio di sicurezza può sembrare inefficace, «le agenzie specializzate dell’Onu esistono solo perché esiste l’Onu, e il loro lavoro, per molte persone sparse nel mondo, fa la differenza tra la vita e la morte». Alternative possibili? «Nessuna. L’Onu si occupa della sicurezza collettiva, che è un punto di arrivo e un auspicio. La Nato si occupa della sicurezza comune delle democrazie. Ed è chiaro che è insostituibile in questo momento».

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Spettatori plaudenti di giochi gladiatori? Nella guerra fra Russia e Ucraina la via militare non è l’unica strada. Intervista al generale Marco Bertolini

Mariupol, Ucraina, guerra, Russia, Nato
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Può sembrare un paradosso, ma nella guerra fra Russia e Ucraina la via militare non è l’unica strada. «Sembra ci sia la tentazione di mantenere la guerra il più possibile». Perché in Ucraina non mancano fortissimi interessi internazionali. «Con l’elevazione dei toni, siamo “spettatori plaudenti” di questi “giochi gladiatori”». Vale a dire uno scontro al massacro, che si combatte anzitutto sul mercato delle armi. «In Afghanistan uno degli sforzi principali era recuperare i missili ceduti a suo tempo, perché non si era certi nelle mani di chi fossero finiti». E le armi biologiche? «La stessa accusa che veniva mossa ad Assad in Siria ora viene mossa a Putin, e questo è preoccupante». Con la Cina sullo sfondo. «Il saldamento fra due superpotenze complementari potrebbe portare alla nascita di un’entità temibile, sia economica che militare, con la quale fare i conti in futuro». Intervista al generale Marco Bertolini.

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