Iran. Se forse minaccia

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L’Iran minaccia l’Europa? Qualcosa si è perso per strada, a cominciare da vecchie regole di correttezza e buonsenso.

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Iran minaccia attacchi in Europa.

Iran, l’Europa nel mirino.

Teheran: «Pronti a colpire la basi Usa in Europa».

I piani di Teheran in caso di escalation: «Pronti a colpire le basi militari Usa in Europa».

Iran valuta attacchi in Europa.

Sono solo alcuni delle decine di titoli – telegiornali, siti internet di diverse testate giornalistiche e agenzie d’informazione – sulla presunta minaccia giunta dall’Iran alle basi militari statunitensi in territorio europeo o, per estensione, all’Europa. Soggetto nemico, verbo allarmistico e complemento oggetto da terza guerra mondiale. Nessun condizionale, nessun dubbio, molte virgolette.

A leggere l’articolo originaledel Financial Times, quotidiano economico-finanziario britannico, da cui tutto deriva – si scopre che il verbo giusto non sarebbe minaccia ma un ben più incerto ha valutato l’ipotesi di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa, condizionato da un qualora Donald Trump dovesse intensificare il conflitto. La “rivelazione” viene attribuita a fonti vicine al regime iraniano rimaste, ovviamente, anonime.

Qualcosa si è perso per strada, a cominciare da vecchie regole di correttezza e buonsenso.

Il condizionale, specialmente in ambito giornalistico, tutela chi scrive e chi legge o ascolta da notizie non ancora verificate o prive di riscontri certi. Permette di attribuire la giusta distanza – e il giusto peso – a informazioni solo presunte, presumendole false fino a prova contraria.

Le virgolette sono un contratto di fiducia: ciò che qualcuno ha davvero detto, parola per parola. Non un riassunto, non un’inferenza, non la sintassi ridotta all’osso di chi ha pochi secondi per conquistarsi uno spazio (anche pubblicitario). Il virgolettato dovrebbe restringere il margine di manipolazione, non allargalo fingendosi prova.

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Nomina sunt consequentia rerum, dicevano i latini: i nomi sono conseguenza delle cose. Oggi è piuttosto vero il contrario: è la cosa che insegue il nome, ansimando vistosamente per stare al passo con le esigenze di una narrazione costruita a bella posta, se non del tutto inventata, di certo pilotata con l’intenzione di (dis)orientare il giudizio.

Di fronte a contendenti sempre più armati e ad una situazione di tensione omicida come l’attuale, improvvide sortite come questa corrono il rischio – più o meno desiderato in chi lancia, più o meno inconsapevole in chi rilancia – non solo di alterare la realtà, ma di fabbricarla. Generando conseguenze che si dicono essere cause.

Restano infatti i missili veri, le basi vere, la guerra vera che in Medio Oriente e nel resto del mondo non ha mai smesso di ardere e uccidere. Non serve minacciarla, c’è già.

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