Sul Lago di Costanza e oltre. Breve viaggio nella Chiesa austriaca

Sul Lago di Costanza e oltre. Breve viaggio nella Chiesa austriaca

Lo leggi in 6 minuti

Fervono i lavori in vista del Sinodo di ottobre sulla famiglia. Se i vescovi austriaci mettono «in guardia contro soluzioni affrettate», offrono anche un inedito geografico: per la prima volta l’assemblea generale della Conferenza episcopale si è tenuta in Germania. O quasi.

divisorio

Il Sinodo sulla famiglia dell’ottobre scorso ha evidenziato, dentro e fuori dalle aule vaticane, una convergenza fra alcuni esponenti della Chiesa austriaca e di quella tedesca, soprattutto sul tema della pastorale familiare. Una rinnovata vicinanza fra le due principali Chiese teutoniche che un carattere inedito nell’assemblea generale della Conferenza episcopale austriaca svoltasi ad inizio marzo sembrerebbe confermare, almeno geograficamente: l’incontro si è infatti tenuto per la prima volta in Germania. O quasi.

Su invito dell’abate di Wettingen e priore di Mehrerau, Anselm van der Linde, i vescovi austriaci, guidati dal cardinale Christoph Schönborn, si sono infatti riuniti presso la cittadina di Uhldingen-Mühlhofen, sulla sponda tedesca del Lago di Costanza, che ospita il sontuoso complesso del castello di Maurach e dell’ex monastero cistercense di Salem, dal 2009 in gran parte di proprietà del Land del Baden-Württemberg.

L’abate-priore Anselm van der Linde è formalmente parte del clero e della Conferenza episcopale austriaci, anche se Wettingen-Mehrerau gode dello status di abbazia territoriale ed è quindi direttamente sottoposta alla Santa Sede. I rapporti fra l’ex monastero di Salem e l’abbazia cistercense di Wettingen-Mehrerau, vicino a Bregenz, in territorio austriaco, sono storicamente saldi. Momento spirituale centrale della visita dei vescovi austriaci a Salem è stata la celebrazione vespertina, diretta dall’arcivescovo emerito di Friburgo in Brisgovia ed ex presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch. Presenti anche il nunzio apostolico in Austria, l’arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, e mons. Gabor Pinter.

Al di là delle incursioni geografiche, però, a differenziare la Chiesa austriaca da quella tedesca sono i dati statistici. Se è infatti vero che in entrambe le Chiese le cifre indicano tendenze allo svuotamento – nel clero diocesano, negli ordini religiosi, nel numero delle parrocchie e nei fedeli, nell’accesso ai sacramenti – queste in Austria non hanno ancora assunto le proporzioni di vera crisi che caratterizzano la Chiesa cattolica in Germania e appaiono invece più riconducibili a fenomeni di stagnazione comuni a molte Chiese europee.

Secondo gli ultimi dati disponibili, se nel 2013 la popolazione totale dell’Austria ammontava a 8,5 milioni di persone, si contavano fra esse 5.308.515 cattolici, nuovamente in calo rispetto ai 5.359.151 del 2012 e ai 5.403.722 del 2011. Numeri lontani dall’esodo tedesco, ma certamente non confortanti, si registrano anche nella partecipazione alla vita spirituale attiva da parte dei fedeli, così come nell’acceso ai sacramenti. Appare infatti in calo il numero totale dei battesimi (49.275 nel 2011, 48.645 nel 2012, 48.098 nel 2013), a fronte però di una crescente diffusione di quelli amministrati a catecumeni di età compresa fra i 7 e i 14 anni (874 nel 2011, 862 nel 2012, 882 nel 2013) e soprattutto di oltre 14 anni (237 nel 2011, 247 nel 2012, 332 nel 2013).

Più variabile il numero totale di matrimoni, che nel 2013 torna a contrarsi nettamente (11.155), dopo il lieve aumento del 2012 (12.364 matrimoni, a fronte degli 11.951 del 2011). Progressiva flessione anche nel numero delle Prime Comunioni (53.268 nel 2011, 52.968 nel 2012, 52.610 nel 2013) e delle Cresime (54.458 nel 2011, 52.765 nel 2012, 49.921 nel 2013), che non lascia ben sperare per il futuro quantitativo della Chiesa cattolica in Austria. In controtendenza il dato dei funerali officiati secondo il rito cattolico, in aumento negli ultimi anni (51.556 nel 2011, 53.136 nel 2012, 53.164 nel 2013).

Sostanziale stagnazione anche nel clero e negli Ordini religiosi. In calo i sacerdoti diocesani (2.246 nel 2011, 2.242 nel 2012, 2.218 nel 2013) e i sacerdoti appartenenti ad Ordini religiosi (1.543 nel 2011, 1.553 nel 2012, 1.525 nel 2013); in lieve aumento i diaconi permanenti (628 nel 2011, 634 nel 2012, 656 nel 2013). Il numero delle religiose, dopo una crescita fra il 2011 e il 2012 (da 4.280 a 4.359) è tornato a diminuire nel 2013 (4.241). Ondivaghe su cifre modeste appaiono le ordinazioni e le professioni di voti: nel 2013 sono stati ordinati 11 nuovi sacerdoti diocesani, 18 sacerdoti appartenenti ad Ordini religiosi e 19 diaconi permanenti, mentre hanno emesso i voti 5 uomini e 17 donne. Costante anche il numero delle parrocchie (3.047 nel 2011, 3.053 nel 2012, 3.051 nel 2013), mentre il 2013 segna il netto ridimensionamento della particolare realtà delle quasi-parrocchie1, che passano dalle 79 e 72 esistenti rispettivamente nel 2011 e 2012, alle 27 rimaste nel 2013.

Significativo è infine il dato economico. Se per la Chiesa tedesca questo appare infatti l’unico indice in crescita, apparentemente ancora immune alla crisi religiosa in atto nel Paese, la Chiesa austriaca non gode della medesima prosperità finanziaria. Nel 2011 le entrate totali ammontavano a quasi 496 milioni di euro, salite a quasi 538 milioni nel 2012 e a 546,7 milioni nel 2013, sull’onda dell’incremento degli introiti della Kirchenbeitrag, un contributo non volontario calcolato in base al reddito imponibile e richiesto ai cittadini austriaci membri della Chiesa cattolica, di quella evangelica o di quella vetero-cattolica con più di 19 anni (ne sono però esentati gli appartenenti a varie categorie, fra i quali dipendenti pubblici e studenti privi di un reddito proprio. Per gli altri sono comunque previste detrazioni e agevolazioni).

A superare i ritmi di crescita delle entrate sono però quelli delle spese, principale delle quali (61% della spesa totale) è il pagamento degli stipendi dei dipendenti della Chiesa cattolica austriaca – oltre 10mila – che ne fa uno dei maggiori datori di lavoro nel Paese. Ingenti anche le spese per il funzionamento della macchina ecclesiastica (30% della spesa totale) e per la manutenzione degli edifici (9%), fra i quali figurano molte chiese di grande rilevanza artistica e turistica. Un complessivo aumento della spesa che nel 2013 ha visto quest’ultima superare le entrate di oltre 3 milioni di euro (550 milioni contro 546,7).

Alla luce di questa situazione e dell’importanza dei prossimi appuntamenti non sorprende che il tema principale dell’assemblea generale dei vescovi austriaci svoltasi ad inizio marzo sia stato il Sinodo ordinario sulla famiglia che si terrà il prossimo ottobre a Roma. Se i due Sinodi si sono infatti posti l’obiettivo di «trovare soluzioni concrete ai problemi e alla miriade di sfide» offerte sul tema della famiglia nella Chiesa e nel mondo odierni, secondo i vescovi austriaci essi vanno interpretati nell’ottica di un «processo spirituale», che dopo l’avvenuto esame della situazione reale condurrà nel prossimo Sinodo ad una fase di «chiarimento e discernimento». Per questo dalla Conferenza episcopale i vescovi mettono «in guardia contro soluzioni affrettate».

I Lineamenta, comprensivi di relatio synodi, dovranno infatti essere «di nuovo ampiamente trattati all’interno della Chiesa». L’approccio rimane quello di «mantenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo», che «ha guardato alle donne e agli uomini che ha incontrato con amore e tenerezza, accompagnando i loro passi con verità, pazienza e misericordia, nell’annunciare le esigenze del Regno di Dio»2. Se per il cardinale Schönborn è prevedibile che «ci saranno controversie» – come ha dichiarato a margine dell’incontro con alcune autorità politiche e religiose tedesche a Salem – tuttavia dal prossimo Sinodo il presidente della Conferenza episcopale austriaca si aspetta «soprattutto un grande incoraggiamento». A rappresentare la Chiesa austriaca al Sinodo di ottobre sarà mons. Benno Elbs, vescovo di Feldkirch.


1 Lat. quasi-paroecia. «A meno che il diritto non disponga diversamente, alla parrocchia è equiparata la quasi-parrocchia, che è una comunità determinata di fedeli nell’àmbito della Chiesa particolare, affidata ad un sacerdote come suo pastore, che, per speciali circostanze, non è ancora stata eretta come parrocchia» (Cod. Dir. Can., lib. II, parte II, sez. II, tit. III, cap. VI, can. 516 §1).
2 Lineamenta per la XIV Assemblea Generale Ordinaria. La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo (4-25 ottobre 2015), 9 dicembre 2014, n. 12.

© Riproduzione condizionata.

Nell’immagine: Castello e monastero di Salem, Bodenseekreis, Baden-Württemberg, Germania.

Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2015
Sommario
Sul Lago di Costanza e oltre. Breve viaggio nella Chiesa austriaca
Titolo
Sul Lago di Costanza e oltre. Breve viaggio nella Chiesa austriaca
Descrizione
«In guardia contro soluzioni affrettate», con un inedito geografico: per la prima volta la Conferenza episcopale si è riunita in Germania. O quasi.
Autore
Share

2
Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Simone Varisco

[…] Fondata dal margravio Leopoldo III di Babenberg e consacrata nel 1133 nella splendida cornice del Wienerwald, il Bosco viennese, l’abbazia di Heiligenkreuz (Santa Croce), in Austria, con i suoi quasi novanta monaci, per lo più giovani, è oggi l’abbazia cistercense più grande del mondo, con un invidiabile primato di attivismo – vocazionale, teologico e pastorale – in un’Austria sempre meno cristiana, almeno numericamente. […]