Ha preso solennemente il via il Giubileo nella Diocesi di Milano, con l’apertura oggi della Porta Santa del Duomo e delle altre Porte Sante della Diocesi. Dopo l’invito dell’Arcivescovo, card. Angelo Scola, a benedire e lodare Dio e la lettura dell’inizio della bolla di indizione dell’Anno Santo della misericordia, la cerimonia dell’apertura della Porta Santa è proseguita sul sagrato della cattedrale, con un momento di preghiera che ha visto la partecipazione, a fianco dell’Arcivescovo, di vescovi ausiliari, presbiteri e diaconi, di una rappresentanza dei fedeli delle sette zone pastorali della Diocesi: una suora, due consacrati, famiglie, disabili, detenuti in regime di semilibertà e alcuni membri delle comunità di origine straniera residenti in città.
Aperta la Porta Santa della “baracca” di don Carlo. «Dio è tutto qui: nel fare del bene a quelli che soffrono»
Una chiesa semplice nella sua modernità. Una porta di bronzo, sormontata dal motto “Accanto alla vita. Sempre”, si apre nella facciata semicircolare scandita dalle colonne del portico. Il modello è il piccolo altare da campo di don Gnocchi, conservato nell’adiacente museo insieme agli scarponi di quello che fu il cappellano militare più amato dagli alpini. L’evento è straordinario, il primo della storia in questo santuario, ma la folla è quella di sempre: è il popolo della “baracca” – come don Gnocchi definiva l’opera che oggi porta il suo nome – fatto di alpini, malati, anziani e tante famiglie.
Giubileo a Milano. Istruzioni per l’uso
Come in altre Diocesi mondiali, anche a Milano il Giubileo della misericordia inizierà domenica 13 dicembre, con l’apertura della Porta Santa in Duomo, alle 17.30. Saranno in totale 9 le Porte Sante e 59 le chiese penitenziali. Una situazione senza precedenti.
Il Papa non sarà a Milano. Non tutte le strade portano al Duomo
È di poche ore fa la notizia del rinvio da parte di papa Francesco della visita a Milano prevista per il prossimo 7 maggio. Non è la prima volta che le strade del Pontefice argentino e della Diocesi milanese – e del suo vescovo – divergono. Puntuali, invece, le dietrologie.