Terrorismo e malattia mentale? Succederà ancora

Saint-Etienne-Rouvray, terrorismo, malattia mentale
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Dopo l’attacco a Londra da parte di un 19enne armato di coltello, si torna a parlare di malattia mentale e terrorismo. Tentativo di dare delle rassicurazioni? Buonismo e negazione della violenza di matrice islamica? Soltanto uno scenario prevedibile, che darà presto nuovi, nefasti, frutti.

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Se Maometto non va alla montagna, Francesco va alla Moschea di Roma

Imam in chiesa, Santa Maria in Trastevere, Roma
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Dopo la visita di domenica scorsa dei musulmani nelle chiese, la comunità islamica è divisa. La Grande Moschea di Roma non ha aderito all’iniziativa. Un’occasione mancata, secondo alcuni. Ma che il Papa ricucirà, recandosi in visita proprio in quella moschea.

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Papa Francesco, ad Auschwitz in silenzio di fronte all’horror vacui

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«Nessun maestro mi aveva avvisato che il silenzio poteva essere nefasto, malefico, che poteva condurre l’uomo a mentire a tradire, che poteva frantumare e spezzare l’uomo invece di cementarlo. Dopo le grida, i colpi e l’obbligo di restare in piedi, il silenzio. L’angoscia dilagò. Capivo che il silenzio era una tortura più raffinata, più brutale degli interrogatori». Così Elie Wiesel, scrittore ebreo di origini rumene, premio Nobel per la pace, scampato all’Olocausto e scomparso ad inizio luglio, nel suo Testamento di un poeta ebreo assassinato. Un silenzio concepito come vuoto, moderno horror vacui psicologico, filosofico, esistenziale.

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I terroristi strappano i morti dai nostri ospedali. Così ci fanno paura

Lungomare di Nizza, fiori e turisti
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«Sora nostra morte corporale». Per gran parte della sua storia l’uomo ha vissuto con la morte. Un atteggiamento di familiarità, un misto di rassegnazione e fiducia. Sono trascorsi decenni, ma sembrano passati secoli, durante i quali la morte è diventata una parente sempre più lontana, scomoda e innominabile.

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Cannabis. Uno Stato spacciatore? Borsellino avrebbe detto no

Cannabis, spinello
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Roberto Mineo, Presidente CeIS RomaSpesso chi parla di droghe e di legalizzazione della cannabis lo fa «senza cognizione di causa. È una proposta scellerata, che avrà costi sociali elevatissimi. Anche Borsellino era contrario». Non ha dubbi Roberto Mineo, presidente del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi (CeIS) di Roma, da 47 anni sul fronte delle dipendenze e visitato anche da papa Francesco per i “Venerdì della Misericordia”, lo scorso 26 febbraio. Parlando con Mineo, quello che emerge è uno scenario desolante, nel quale persone del mondo dello spettacolo, della giustizia, talvolta della medicina, amplificano il disegno di legge in discussione senza conoscerne interamente le implicazioni.

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Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco: tre Papi contro la cannabis

Cannabis, fumatore
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«Le legalizzazioni delle cosiddette “droghe leggere”, anche parziali, oltre ad essere quanto meno discutibili sul piano legislativo, non producono gli effetti che si erano prefisse». Così si è espresso papa Francesco in occasione dell’incontro con i partecipanti alla 31sima edizione dell’International Drug Enforcement Conference, il 20 giugno 2014. Cannabis e legalizzazione. Qualcosa di leggero? Non per i cristiani.

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