Ad ogni morte di Papa: le voci e i veleni

Ad ogni morte di Papa: le voci e i veleni

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Il rinvio della visita di papa Francesco al Policlinico Gemelli, prevista per il 27 giugno, giorno dedicato alla solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ha riacceso i timori – e le speculazioni – sulle sue condizioni di salute.

Cagionevole da decenni e privo della parte superiore del polmone destro in seguito ad una grave polmonite contratta in giovane età, non dovrebbe stupire che il Papa sia talvolta costretto a dare forfait per affaticamento. La pontificia assenza, che ha deluso ma apparentemente non turbato chi lo attendeva all’ospedale romano (a giudicare almeno dal giro di foto-ricordo sulla celebre papamobile), non ha però mancato di suscitare, nelle ore successive, un rinfocolamento delle voci che vorrebbero il papa – nientemeno – che prossimo alla morte (ricordate Benedetto XVI?) o addirittura vittima di un complotto (ricordate Benedetto XVI?). Sospetti sconcertanti, ma sorprendentemente tutt’altro che rari – oltre che mai provati – nel lungo corso della storia della Chiesa, corollario anzi quasi obbligato di ogni morte (improvvisa) di papa.

Nulla di nuovo, anche se con le voci che lo riguardano, papa Francesco, il «papa dei record» come è stato definito dai media, ha infranto un ulteriore primato: essere al centro di dubbi sulla propria morte mentre è ancora in vita.

Illustre morte di papa, per la quale inevitabilmente emersero voci di innaturalezza, fu quella di Bonifacio VI, 112º papa della Chiesa cattolica, eletto nell’aprile 896 e morto quindici giorni dopo. Sofferente di gotta e morto verosimilmente per cause naturali, il suo decesso venne immediatamente ricondotto al clima di contesa di un’epoca tutt’altro che facile della storia della Chiesa.

Dibattute anche le cause della morte di Celestino IV, al secolo Goffredo Castiglioni, aristocratico originario del milanese. Sul cardinale, già seriamente malato prima di un difficile conclave (il primo della storia a svolgersi effettivamente cum clave) durante il quale trovò la morte anche il cardinale inglese Roberto di Somercotes, ricadde la scelta degli elettori, intenzionati ad inaugurare un breve papato di transizione. In ciò vennero accontentati, dato che le condizioni del nuovo papa peggiorarono rapidamente dopo l’elezione, sino alla morte, occorsa diciassette giorni dopo. Immediati sorsero i dubbi circa le cause, tanto che secondo le cronache raccolte nei Gesta Treverorum il nuovo pontefice morì avvelenato, timore pare condiviso anche dai cardinali suoi potenziali successori.

In quasi duemila anni di storia del Papato, sono molti i pontefici che non videro trascorrere un intero mese dalla loro elezione: Urbano VII (al quale spetta l’infausto primato del pontificato più breve della storia della Chiesa, tredici giorni, se si esclude il quasi-papa Stefano (II), non consacrato, in carica per quattro giorni), Sisinnio, Teodoro II, Marcello II (sul quale pesò, si disse, la sfortuna d’aver mantenuto da papa il suo nome di battesimo, Marcello appunto), Damaso II, Pio III, Leone XI. Nutrita per varietà è la casistica delle cause di decesso: colpi apoplettici, gotte, piaghe maligne, malaria, ulcere e infreddature, e almeno sulla metà delle morti gravarono sospetti di avvelenamento e complotti.

Non c’è però caso che ha scosso ipotesi e speculazioni come quello di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani. Eletto pontefice il 26 agosto 1978 e insediatosi il successivo 3 settembre, Giovanni Paolo I morì improvvisamente – ma forse non così inaspettatamente – nella notte fra il 28 e il 29 settembre nel suo appartamento privato a causa di un infarto miocardico. Questa almeno la versione ufficiale, corroborata da alcuni precedenti malanni che avevano colpito Luciani nella corso della sua vita, da un embolo che lo privò temporaneamente della vista, all’aver subìto otto ricoveri ospedalieri e quattro operazioni. Altre teorie, a grado più o meno alto di fantasiosità, chiamano invece in causa lobby finanziare e massoniche, presunte visioni e premonizioni, alle quali negli anni non hanno mancato di attingere fiction e serie televisive.

Pieter Paul Rubens, San Pietro in abiti pontifici, 1610-1612, Madrid, Museo del Prado. Quello di Pietro è ritenuto il pontificato più lungo, dal 33 al 67. Dopo di lui Pio IX, con i suoi oltre 31 anni e mezzo, dal 1846 al 1878.

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simone mv

Puoi leggere il mio articolo anche su Il Cortile – Associazione culturale

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